Gazzetta di Modena

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Piccinini, mediatore al centro del giallo

di Carlo Gregori
Piccinini, mediatore al centro del giallo

Il collettore della mazzetta si era presentato ai Levoni come incaricato Si Cobas e al sindacato come consulente della ditta

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Si è accreditato presso i Levoni come consulente a nome dei Si Cobas. E con il Si Cobas, in particolare con il suo leader Aldo Milani, come consulente accreditato dalla Levoni. Le versioni speculari sono ormai note: ognuna delle due parti in questa trattativa sindacale incandescente intorno alla Alcar Uno credeva che la stessa persona agisse per conto della controparte. È Danilo Maria Piccinini, il ferrarese ora agli arresti domiciliari dopo la convalida decisa dal gip Eleonora De Marco. Lo stesso giudice ha invece deciso una misura blanda per Milani: l’obbligo di dimora a Milano. «Per evitare - si legge nell’ordinanza - che interferisca in attività e manifestazioni sindacali secondo modalità illecite». Una motivazione sicuramente insolita: prospetta problemi di ordine pubblico e altri possibili reati legati all’attività sindacale. Milani dovrà inoltre chiarire, scrive il giudice, le prove raccolte sui sospetti del suo coinvolgimenti in un accordo per intascare mazzette.

L’ordinanza del giudice si basa sulle prime risultanze raccolte dalla Squadra mobile della Questura e dal pm Claudia Natalini. Le indagini sono tuttora in pieno svolgimento. Ma da quanto è dato a sapere per adesso la figura al centro della vicenda resta proprio Piccinini.

Piccinini è una figura molto conosciuta a Ferrara e a Cento. È stato presidente di un consorzio, Cirsi, al centro di un processo importante in corso a Ferrara per una maxi frode allo stato da 8 milioni di euro che ha portato a un sequestro di beni di pari valore. Sono coinvolti venti cooperative e 18 imputati (5 accusati di associazione a delinquere). L’indagine delle fiamme gialle ha puntato sui rapporti della Cirsi di Piccinini con un’azienda siciliana per una serie di appalti per non pagare le imposte alle coop coinvolte. Sull’esito del processo si vedrà. Resta il fatto che Piccinini compare in dicembre a Modena presentandosi al Si Cobas con una mail nella quale dice di incaricato da un’agenzia di consulenze. La stessa agenzia è citata nel suo profilo Linkedin. Ma l’agenzia, da noi sentita, smentisce categoricamente di conoscerlo e tanto meno di aver legami con lui. Eppure è con queste credenziali che si inserisce nella trattativa rovente tra Levoni a Si Cobas su Alcar Uno. L’avvocato Marina Prosperi, che difende Milani, sostiene che Piccinini si è presentato di persona al leader sindacale durante una trattativa a Modena con un’altra azienda. Poi ci sarebbero stati altri due contatti fugaci prima di ritrovarsi - secondo Milani in modo del tutto inaspettato - al tavolo della Levoni. Anche ieri Milani ha spiegato in un video di sentirsi incastrato da una truffa. E ha ricordato di aver preso parte al tavolo al posto di un collega. Piccinini ha intascato la busta ma Milani dice di non aver saputo nulla di quei soldi. Resta da chiarire insomma se esistono evidenze di contatti tra Milani e Piccinini prima dell’incontro che dimostrino un accordo criminoso. La risposta verrà dalla Procura.

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