Urne e... incantesimi
Come Harold Ramis e Bill Murray, rispettivamente regista e protagonista di un cult movie del '93 in tema di nevrosi da loop ossessivo, anche i nostri politici potrebbero essere...
Come Harold Ramis e Bill Murray, rispettivamente regista e protagonista di un cult movie del '93 in tema di nevrosi da loop ossessivo, anche i nostri politici potrebbero essere insigniti del titolo onorario di Gran cerimonieri del Giorno della marmotta. Nella pellicola omonima Bill Murray, incaricato di realizzare un reportage sul giorno che da tradizione, dal 1887, può segnare oppure no la fine dell'inverno negli Stati Uniti, resta intrappolato in un’angosciante serie di giornate identiche, costretto a rivivere, invariabilmente, la stessa routine, come in un incubo.
Nella realtà di ogni giorno, noi, da anni, come fossimo vittima di una sorta di incantesimo che riporta dispettoso la lancetta dell'orologio indietro di 24 ore esatte, ci svegliamo con le dichiarazioni relative alla necessità di varare al più presto una nuova legge elettorale che ci consenta di tornare alle urne e ci addormentiamo con le dichiarazioni di ogni parte deputata a rappresentarci che puntano esattamente nella direzione opposta: possono portarci ovunque, ma certamente non all'agognato risultato.
Prendendo in prestito i versi di una canzone - si fa per alleggerire, ché altrimenti c'è sempre il cornicione - forse è solo “questione di feeling”. Oppure, pescando a piene mani dalla letteratura, è proprio vero che “lavorare stanca” ed è sempre meglio rilasciare dichiarazioni che sedersi al banco del Parlamento a scrivere una legge. Un luogo dove (in tanti) o non si presentano - in quale altro mestiere retribuito andare al lavoro è facoltativo? - o vanno per farsi un solitario, guardare una partita, chattare, telefonare con la mano davanti alla bocca, sventolare striscioni, farsi cacciare dai commessi, mangiare mortadella, protestare imbavagliati e potremmo continuare, ché la fantasia di qualche deputato è più greve, ma paradossalmente più generosa, di quella di Walt Disney.
Forse, come da “Affari tuoi”, prima o poi apriremo il pacco giusto e saremo, finalmente, liberi dal potente incantesimo. Chiediamo a San Geminiano, che ha protetto la nostra città dagli Unni di Attila, un nuovo miracolo della nebbia. Questa volta non per distenderne una fitta coltre, ma per diradarla. Può darsi che aiuti.
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