Aci, maxi furto di targhe: ritrovata la cassaforte
Colpo con spaccata in novembre: il forziere abbandonato al parco Torrazzi Recuperati tutti i 363 pezzi per auto e ciclomotori e le carte di circolazione
Cercavano soldi e nient’altro che quelli. E in effetti qualche migliaio d’euro, dentro a quel forziere, l’avevano trovato. Ma di tutte quelle targhe rettangolari e quadrate così come dei documenti, dei libretti di circolazione, fogli con scritte e bolli non se ne facevano proprio nulla. Materiale magari preziosissimo se si è nel giro giusto, se si alimenta il mercato nero interno ed estero, se si vuole dare una targa ad auto da usare nei furti o nelle rapine o anche per passare inopinatamente nelle zone Ztl controllate da telecamere. Ma i ladri che erano entrati in azione nel novembre scorso di 363 targhe e dei documenti, davvero non se ne facevano nulla. E allora, hanno aspettata che le acque si quietassero, che il clamore seguito all’insolito furto della cassaforte nella sede Aci, quella vicino alla Motorizzazione, scemasse man mano via che passava il tempo e poi è venuto il momento di sbarazzarsi di quello che oramai era diventato un fardello.
L’altro giorno la polizia è intervenuta al parco Torrazzi, l’area verde del quartiere artigianale. Un cittadino aveva notato qualcosa di insolito e ha chiamato le forza dell’ordine. Sul posto è arrivato un equipaggio della Volante: in mezzo al verde, nascosta tra cespugli e vegetazione, c’era un forziere. Una cassaforte esterna di ferro, a “comodino”, piuttosto pesante.
Era stata scassinata: i poliziotti della Volante hanno trovato all’interno tutto il contenuto originario. Ovvero 271 targhe da ciclomotore, quelle più piccole e di forma quadrata, novantadue targhe di automobili e tutto il pacco di documenti, carte di circolazione, libretti e quant’altro. Il carico è stato portato in questura e l’Aci è stato subito avvisato del ritrovamento.
Il colpo era stato messo a segno messo a segno nella notte tra giovedì e venerdì 3 e 4 novembre: i ladri non erano andati tanto per il sottile, effettuando una spaccata e mandando così in frantumi una porta a vetri esterna dell'edificio in via Galilei, di fronte a quello della Motorizzazione. Per ottenere l'effetto desiderato hanno utilizzato un tombino trovato nelle vicinanze: una volta creato il passaggio a suon di colpi si sono poi aiutati con un piede di porco per forzare le porte interne. Una volta dentro dunque hanno rovistato anche se si sono concentrati sul loro unico obiettivo, la cassaforte che si trovava all'interno dell'ufficio. Non una cassaforte a muro ma di quelle esterne, quadrate, tipo mobiletto. E invece di avventurarsi in loco nelle operazioni di scasso, i malviventi hanno sollevato il forziere e se lo sono portati via. L'allarme, pur presente in quella succursale, non ha funzionato.
Stefano Totaro
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