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E nel corteo è spuntata un’asta da selfie

E nel corteo è spuntata un’asta da selfie

Tradizione e modernità, sacro e profano in una giornata di festa per tutti. La fiera è sempre più social

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Tradizione e modernità, esperienza religiosa e testimonianza laica. Tutti elementi uniti nel giorno che Modena ha dedicato ieri a San Geminiano. Nemmeno il tempo di vedere scendere il corteo dallo scalone del municipio per averne una testimonianza. Un bastone da selfie sarebbe stato sicuramente anacronistico qualche secolo fa; tuttavia, lo strumento reggeva un cellulare nelle mani di un uomo che ha ripreso i valletti in livrea gialloblù percorrere gli scalini alle sue spalle. Non è stata l’unica intrusione della tecnologia nell’evento commemorativo. Ai piedi del palazzo comunale iniziava una truppa (o meglio troupe) di anziani e giovani. Le macchine fotografiche erano in netta minoranza rispetto agli smartphone con cui riprendere il passaggio del corteo e postare l’immagine sui social network in tempo reale… o quasi.

La presenza contemporanea di migliaia di utenti ha spesso ritardato le comunicazioni, ma poco importa. La maggior parte delle persone, infatti, erano estasiate, quasi rapite dal passaggio dei figuranti con il sottofondo della banda musicale. «È un momento importante per la storia della nostra città», ha ricordato una signora. Indicava i doni che il corteo recava con sé verso il Duomo: ceri e olio da consegnare al patrono. Un simbolo dell’unione tra sfera religiosa e politica ricordata anche dal primo cittadino. «Sia il messaggio del nostro vescovo sia il messaggio che raccogliamo ogni giorno va nella direzione di trovare sinergie tra le istituzioni nell’interesse della comunità», ha spiegato Gian Carlo Muzzarelli. Il sindaco ha riconosciuto l’importanza del fiume di persone nelle strade. Una celebrazione di gioia che troppo spesso, a Occidente come in Oriente, diviene tragedia per via degli attentati. In questo senso, citando Muzzarelli, «lo stare insieme è fondamentale per vincere la paura e guardare al futuro». Per il presidente della Provincia la nebbia non stonava con la «grande giornata per le cittadine e i cittadini modenesi perché si ricollega a San Geminiano».

Al patrono il sindaco ha effettuato anche una richiesta. «Credo che San Geminiano debba aiutarci a pensare il nostro futuro di cammino insieme - ha concluso Muzzarelli - per costruire opportunità lavorative». (g.f.)

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