I migranti in parrocchia riparano le biciclette usate
FORMIGINE. Imparare ad aggiustare le biciclette per poter dare nuova vita a quelle usate donate alla parrocchia e dare una mano agli anziani con i rifiuti ingombranti. Sono questi due nuovi progetti...
FORMIGINE. Imparare ad aggiustare le biciclette per poter dare nuova vita a quelle usate donate alla parrocchia e dare una mano agli anziani con i rifiuti ingombranti. Sono questi due nuovi progetti del Comune pensati ad hoc per i migranti ospitati nel territorio formiginese.
Il primo è stato attivato lunedì, in collaborazione con la parrocchia e con l’associazione ciclistica “Formiginese”. Le biciclette sono state raccolte dalla parrocchia o donate dall’associazione di cooperazione internazionale “Rock No War!”. La “Formiginese” coordina il progetto prestando la propria assistenza tecnica e insegnando le nozioni di base del codice stradale per una corretta educazione. Le bici verranno poi restituite alla parrocchia che le destinerà a bisognosi, oppure potranno essere utilizzate dagli stessi migranti per partecipare a progetti di volontariato su tutto il territorio. Prenderà avvio invece venerdì, e proseguirà per tutto il mese, il progetto di decoro urbano incentrato sulla manutenzione ordinaria del verde pubblico del parco della Resistenza, con attività di raccolta di foglie e rami secchi. L’attività sarà coordinata dagli Ecovolontari di Formigine.
Infine, il Comune sta organizzando un servizio di spostamento di rifiuti ingombranti a favore di anziani che vivono da soli e che hanno difficoltà motorie o che semplicemente hanno bisogno di una mano. L’Ufficio Relazioni con il Pubblico raccoglie le eventuali richieste da parte dei cittadini. Le persone coinvolte fanno parte del registro dei Volontari singoli del Servizio civico di comunità e hanno partecipato a un corso sulla Sicurezza.
«Formigine si sta impegnando molto - spiega l’assessore all’Integrazione Simona Sarracino - per mettere in campo azioni d’inserimento sociale dei migranti, auspichiamo tuttavia che quello di cui si sta parlando ora a livello nazionale, ovvero l’avvio di percorsi obbligatori e strutturati di lavori socialmente utili, abbia un seguito concreto. Mi preme ringraziare don Paolo e don Stefano, così come tutti i volontari che coordinano i progetti a favore di tutta la comunità».
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