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Modena, marito e moglie spirati a poche ore l’uno dall’altra

di Saverio Cioce
Modena, marito e moglie spirati a poche ore l’uno dall’altra

Fausto Gallerani e Pia Manzini erano insieme da 60 anni Dal 1961 a fianco nella storica ferramenta sulla Vignolese

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MODENA. Se ne sono andati insieme, a poche ore di distanza, dopo una vita insieme sul lavoro e nella famiglia. Fausto Gallerani, 83 anni, è spirato sabato e poche ore dopo se n’è andata anche la moglie Pia Manzini, 82 anni. Un cuore, una famiglia, una vita. Uniti per sessant’anni tra passioni solide come l’attaccamento al lavoro, i due figli e i tre nipoti. Unica distrazione il balsamico, con un’acetaia di prim’ordine.

Contitolare assieme al cognato della storica ferramenta “Manzini e Gallerani” in via Vignolese in attività sino al 1986, di fronte a quella che oggi è la coop I Gelsi, Gallerani era affiancato dalla moglie Pia che si alternava al lavoro con la cognata. Fausto era conosciuto da tutti come “il signor Carlo”, perché quello è sempre stato sin da ragazzo il nome con cui tutti lo hanno chiamato dietro al bancone in cui ogni mattina si presentava puntuale.

Più che un negozio di ferramenta, l’emporio dei due cognati era un paradiso per gli artigiani che trovavano da loro ogni ben di Dio, con un assortimento che già a metà degli anni ’60 era diventato proverbiale in tutta Modena.

Nella città che andava espandendosi a macchia d’olio, a poca distanza dal nuovo confine cittadino che il 30 settembre 1965 era stato spostato dalla Punta all’attuale anello della tangenziale, la premiata ditta aveva semplicemente di tutto.

Dall’ago al missile, era difficile trovare qualcosa che non fosse in assortimento nel piccolo negozio e nel retrobottega. Gli agricoltori trovavano vanghe e badili, i muratori carriole e cazzuole, gli imbianchini le vernici. E poi cornici già pronte, fil di ferro e cavi volontà, lampadine e attrezzi da elettricista oltre al materiale per le tante officine che tra via Vignolese e via Emilia lavoravano a pieno ritmo per le ditte meccaniche.

Fausto Gallerani e il cognato sapevano di essere su una frontiera e si tenevano pronti per una clientela con le esigenze più disparate. Chi entrava poteva chiedere qualsiasi attrezzo, accessorio per la casa e sapeva di trovare nel “signor Carlo”, grembiule scuro e occhiali a metà naso, il consiglio giusto, la spiegazione per aprire una serratura bloccata o il lubrificante per il lucchetto arrugginito, pronto sempre a illustrare l’ultimo ritrovato per incollare le tazzine rotte.

La ditta aveva aperto nel 1961, trasferendo verso la città i due intraprendenti commercianti cresciuti lì vicino in campagna, nell’allora strada Diamante, aveva come fiore all’occhiello la consegna del gas a domicilio. La rete del metano era di là da venire; negli anni ruggenti del boom le cucine, e le stufette per chi non aveva i termosifoni, funzionavano con le bombole. Ed era Carlo, ovvero Fausto Gallerani, che le portava in spalla in quei condomini di periferia di tre, quattro piani e le montava, controllando con un fiammifero o l’accendino se ci fossero perdite dalla valvola o dal fornello. Sempre sorridente, mai affaticato.

I funerali si svolgeranno domattina alle 9.30 nella chiesa di S.Lazzaro, le esequie sono officiate dalle onoranze funebri Pellegrini.

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