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Niente scuola il sabato: a Campogalliano passa la riforma contestata

Niente scuola il sabato: a Campogalliano passa la riforma contestata

Campogalliano. Il Consiglio di istituto boccia la richiesta di un nuovo questionario Rubbiani e Vandelli: «Contano il diritto allo studio o gli adulti che dormono?»

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CAMPOGALLIANO. Dopo mesi di polemiche e di contestazioni, il Consiglio di Istituto dell’Istituto Comprensivo ha assecondato la proposta del preside: dal prossimo anno scolastico alle scuole medie “supermattine” di 6 ore – che ore non sono - e sabato a casa. La decisione è stata confermata l’altra bocciando la proposta di un questionario nuovo e meno “tendenzioso” alle famiglie interessate.

Il tutto mentre uno dei genitori che avevano segnalato da subito l’intenzione di stravolgere l’orario con disagi per tutti e la caduta della qualità educativa - una mamma - racconta di avere ricevuto in questi mesi pesanti “pressioni”, incluso l’immancabile invito di iscrivere il figlio altrove.

«All’ordine del giorno del consiglio di istituto - spiegano i consiglieri Marco Rubbiani e Valeria Vandelli di Progetto Campogalliano - la riproposizione del sondaggio ai genitori sull’orario scolastico e la votazione dell’orario. Diversi genitori hanno chiesto di sospendere la decisione con una lettera nella quale, in 11 punti, si portavano fondate motivazioni al dissenso».

«Oltre alla mancanza di approfondimenti sulle ripercussioni didattiche, si evidenziava la mancanza di pareri di esperti sulle conseguenze di tale variazione oraria sulle capacità attentive dei ragazzi. Inoltre si sottolineava la mancata valutazione dell’impatto di tale scelta sulle problematiche connesse all’apprendimento (adha, dsa,….), già presenti nella scuola e che non miglioreranno con un orario più concentrato. Se poi si legge il Rapporto di Autovalutazione della scuola, pubblicato nel sito del Ministero dell’istruzione risulta evidente la schizofrenia della scelta: si dice che l’apprendimento in questa scuola dà risultati appena sufficienti. Aumentando le ore giornaliere la situazione non potrà che peggiorare. Nello stesso documento è scritto anche che non ci sono risorse per seguire le eccellenze e, d’altra parte, sono poche anche quelle per aiutare gli studenti con difficoltà».

La minoranza così attacca: «Vien da chiedersi se il primo problema da risolvere è il cambio di orario o se, in assenza di idee e delle necessarie capacità manageriali, l’obiettivo di questa scuola sia perseguire la mediocrità. Purtroppo, dopo la lettura della lettera citata, nessun commento, o meglio, nessuna volontà di dibattito: forse un fastidio. Ormai tutto era già stato deciso...».

I consiglieri si dicono dipiaciuti e rammaricati nel «vedere come la componente genitori, che dovrebbe rappresentare tutte le famiglie in consiglio d’istituto, abbia deciso per l’intera cittadinanza un cambiamento che potrebbe avere caratteristiche definitive. Hanno quindi deciso di non ascoltare nemmeno l’intervento degli insegnanti, intervenuti sottolineando l’importanza di fare un percorso condiviso con la totalità della comunità scolastica... Ma la scuola di chi è? Degli adulti che vogliono dormire, dei professori che insegnano o dei ragazzi che hanno diritto allo studio?», attaccano Rubbiani e Vandelli.

Sulla questione, si ricorderà, c’era stato anche l’intervento critico del sindaco Guerzoni, ma che non sembra aver sortito effetti. Nel nuovo orario almeno è previsto che le ore disperse vengano periodicamente recuperate. Un rimedio che non basta a quanti giudicano inaccettabile il nuovo orario. (ase)

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