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Modena. Al night gratis: condannato ex capo Siae

di Carlo Gregori
Modena. Al night gratis: condannato ex capo Siae

A Scavuzzo 3 anni per concussione: ballerine e consumazioni a piacere altrimenti lasciava intendere controlli a tappeto

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MODENA. Tre anni di carcere per concussione tramite induzione, 10mila euro di provvisionale alla Siae, prescrizione per tutti gli altri reati contestati. Si è concluso a dieci anni dagli ultimi fatti oggetto di indagine il processo contro Vincenzo Scavuzzo, 71 anni, ex direttore della Siae a Modena (difeso dall’avvocato Cecilia Lancellotti). Un processo che per la sua lunghezza ha visto cadere sotto la scure della prescrizione anche gravi reati come l’abuso d’ufficio. La sentenza, letta dal Secondo Collegio del Tribunale, è arrivata dopo una richiesta di 3 anni e 9 mesi da parte del pm Claudia Natalini, ai quali si era aggiunta la richiesta della Siae stessa, parte civile, di almeno 20mila euro di provvisionale per un danno di 100mila euro.

Il caso Scavuzzo, come emerso, rovescia ogni immagine di rigorosa serietà della società che deve difendere gli artisti: per questo, a fronte di scene squalificanti emerse nel corso del processo, l’avvocato Aldo Meyer per la Siae ha parlato di gravissimo danno d’immagine.

In sostanza dal 2004 al 2007 - periodo preso in esame dal’inchiesta - Scavuzzo, in veste di direttore - quindi, di “potente” pubblico ufficiale - frequentava due famosi night club di Modena non per motivi professionali ma per fare la “bella vita”. In base a una segnalazione anonima la Siae ha mandato due suoi agenti in borghese a controllare. Questi hanno riferito che Scavuzzo passava il tempo sui divanetti con le entreneuse a consumare bevande. Tutto gratis. Un ispettore generale ha detto di aver constatato che era vero. È emerso che portava a cena le ballerine e poi le accompagnava al lavoro nel night.

Stando ai due titolari, Scavuzzo non avrebbe mai chiesto direttamente di poter usufruire di questi “servizi” (ballerine e bevande gratis) con minacce. Piuttosto temevano gli effetti se avessero detto di no. Minacce non esplicite insomma. Quando arrivò da Reggio, Scavuzzo si presentò nei due night e fece entrare una alla volta le ballerine in un ufficio restando con loro appartato. Come ha raccontato ai giudici un titolare: «Senza dirlo direttamente faceva capire che era meglio non disturbarlo o avrebbe cercato di scavare nei libri contabili finché non avesse trovato una qualche magagnina». Faceva gesto di pagare ma poi non pagava. Tranne una volta che a pagato 50 euro suscitando stupore. La difesa ha sostenuto che Scavuzzo stava facendo solo il suo lavoro per controllare che le ballerine fossero in regola con l’Enpals; le bevande erano solo analcolici.

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