Dj a Modena, Lello Saba: «Passione e gavetta così ho costruito una carriera da dj»
Lello Saba racconta la sua vita dietro la consolle «Mio padre era notaio. All’inizio fu molto dura»
Quando era piccolo, al posto dei giocattoli, voleva i 45 giri e gli album dei suoi genitori. Alle lezioni di pianoforte preferiva qualcosa di più “moderno” ed allora, pian piano, scoprì che, oltre agli strumenti, per fare musica esistevano anche i giradischi. Lello Saba, uno dei dj della “VecchiaScuola”, ha fatto una lunga gavetta prima di approdare alle consolle di locali prestigiosi come il Piccadilly Stryx, il New Charlie, il Picchio Rosso.
«Le mie prime domeniche pomeriggio in discoteca furono indimenticabili - ricorda il dj modenese - Mi affascinò sin dai primi momenti la figura del dj perché faceva tutto quello che mi piaceva, che mi entusiasmava. Mio padre, che di lavoro faceva il notaio, non vedeva di buon occhio questa mia passione. Così ci vollero diverse discussioni e un bel po’ di tempo prima che arrivassero il mio primo impianto, i primi dischi e poi tantissime ore di prove per imparare la tecnica del missaggio, che molti abbozzavano ma che in pochi conoscevano veramente bene. E, dopo questa formazione, finalmente le prime feste, le prime occasioni per mettere i dischi, per cominciare a misurarmi con me stesso e con un pubblico all’inizio molto piccolo. Poi vennero gli incontri importanti e le nuove amicizie. Come quella con Max Kelly che ancora oggi, come “VecchiaScuola” è insieme a me in alcune serate». Negli anni della formazione di Lello nascevano anche le prime radio private ed i dj andavano conquistandosi un ruolo di primo piano nella scelta delle proposte musicali. Anche Saba girò diverse emittenti, da Radio Centrale a Radio GAB, da Radio Emilia Stereo a Fanta Radio, da Radio Modena a Trc. «Il mio debutto, come assistente dj avvenne al Mac2 - continua - e dopo tanta gavetta arrivò anche per me la prima importante chiamata dal Living di Bologna. A 18 anni per me era un sogno che si realizzava. Nel progetto venne coinvolto anche il mio amico Max Kelly. Fummo i protagonisti del veglione dell'ultimo dell'anno del 1983. E nel locale bolognese scoprimmo anche quella miniera d'oro, dal punto di vista musicale, che sono gli Anni Sessanta». Dopo un paio d'anni si concluse l’avventura bolognese e quando Lello rientrò a Modena, entrò a far parte della famiglia della Sir2, che gestiva i più noti locali del territorio. «Con la Sir2 approdai prima al Piccadilly Stryx - racconta - ed ebbi modo di conoscere tanti artisti come Gino Bramieri, Renato Zero, solo per cintarne alcuni. Dal Piccadilly al Picchio Rosso di Formigine e al Picchio Verde di Carpi, tutti della “scuderia” Sir2, il passo fu breve. Nel frattempo però a Modena riapriva i battenti il New Charlie, bello, nuovo, atteso dai modenesi, ed io mi accomodai alla consolle».
Negli Anni Novanta un momento di crisi. La voglia di fare il dj si stava esaurendo complice anche un tipo di musica che proprio non gli apparteneva. Così Saba rallentò per un po’ la sua attività benchè la voglia di tornare dietro la consolle fosse sempre viva e presente.Tanto da spingerlo, nel 2010, a fondare, sempre insieme all’amico fidato Max Kelly, “LaVecchiaScuola”. Al sabato sera i due dj sono al Ventiquattrore di via Emilia Est. Attualmente Saba è anche Music Designer per “Art of Music”, la web-radio che sta spopolando in tutto il mondo. Il suo Design musicale si chiama “Pastiche” e va in rete su www.artofmusic.fm il lunedì, mercoledì e venerdì alle 22 (con replica alle cinque del mattino).
Ma c'è qualcosa che Lello Saba non ha mai dimenticato in tanti anni di attività? «Sì - racconta lui - e fu quella volta che Renato Zero doveva tenere un concerto al Piccadilly Stryx. Lui non voleva entrare sul palco a causa di un malanno che gli aveva ridotto la voce in cattivo stato. C'era nervosismo in sala ed io ad un certo punto, per stemperare un po’ l’atmosfera, iniziai ad intonare la canzone “Il Triangolo” ed il pubblico mi seguì. Renato nel vedere tanto entusiasmo si presentò in scena e tenne un bellissimo concerto».
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