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Inserisce virus nella chat e le ruba identità e soldi

Inserisce virus nella chat e le ruba identità e soldi

NOVI. Con quel ragazzo di 22 anni si erano conosciuti attraverso i social network e avevano iniziato a conversare via chat. Ma mai avrebbe immaginato che il giovane della provincia di Lecco fosse un...

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NOVI. Con quel ragazzo di 22 anni si erano conosciuti attraverso i social network e avevano iniziato a conversare via chat. Ma mai avrebbe immaginato che il giovane della provincia di Lecco fosse un truffatore, alla caccia di una vittima a cui rubare identità e soldi con il solo intento di ingrossare i suoi conti correnti on line, necessari ad alimentare la passione per il gioco di azzardo, sia esso il poker on line o la roulette virtuale. Eppure in poco tempo l’esperto di tecnologia ha fatto sparire 4500 euro dal conto della 40enne novese, che ha però denunciato tutto ai carabinieri di Novi. E nella squadra del comandante di Compagnia Alessandro Iacovelli c’è ormai un gruppo specializzato nelle indagini sulle frodi informatiche, capacità che hanno permesso ai militari di risalire all’identità del ragazzo lombardo e al meccanismo utilizzato per rastrellare denaro attraverso un’innocua conversazione in chat.

I carabinieri hanno quindi ricostruito l’operazione dell’ardito hacker, risalendo all’utilizzo di un software di orgini bulgare. Si tratta di un sistema capace di impossessarsi di tutti i dati della vittima non appena riesce ad entrare nel suo computer. E per farlo utilizza un semplice file che viene inviato proprio attraverso la chat. Il software è in grado di “prendersi” l’indirizzo Ip (è l’indirizzo che identifica ogni connessione internet) della vittima e da quel momento si inietta nel sistema un virus che arriva fino ai meandri più remoti della memoria del computer, compresi i dati sensibili. Basta infatti che la vittima, in questo caso la donna di Novi, abbia inserito anche una sola volta le credenziali della propria carta di credito per effettuare una transazione, che la memoria del computer registra. E chi ormai si è impossessato virtualmente della memoria può usare quei dati come meglio crede, come ha fatto il 22enne di Lecco nel ricaricarsi i conti on line. Ora però si trova denunciato per frode informatica.

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