La protesta: «Artoni non ci paga da 6 mesi»
Campogalliano. Oggi l’iniziativa di 34 autotrasportatori che reclamano il pagamento di arretrati
Una protesta che potrebbe assumere anche toni vivaci è in programma nella mattinata di oggi davanti alla sede di Campogalliano dell’azienda di trasporti Artoni, il cui controllo è stato di recente acquisito dal Gruppo Fercam, attivo nello stesso settore.
La protesta coinvolge una trentina di autotrasportatori che hanno lavorato per conto della Artoni ma che affermano di non essere retribuiti ormai da circa sei mesi.
«È una situazione insostenibile, non ci sentiamo tutelati» dicono i 34 autotrasportatori che oggi saranno davanti alla Artoni.
Artigiani come Palmer, Flocco, Rozzullo e molti altri dicono che da sei mesi pagano i costi delle motrici e le ritenute Inps senza vedersi accreditato un quattrino, e spiegano così la decisione di oggi di scendere in piazza: «Siamo tutti artigiani autotrasportatori, il nostro contratto è scaduto il 31 dicembre dell'anno scorso, abbiamo tutte le fatture per i nostri servizi, ma ad oggi l'azienda si è rifiutata di saldare quanto ci è dovuto».
La filiale di Campogalliano della ditta Artoni, come la stessa azienda in generale, non è nuova a periodi di difficoltà: già nel 2014 Artoni, proprio a Campogalliano, aveva dato luogo a cinque licenziamenti nell'ambito di 95 esuberi dichiarati a livello nazionale per la costante emorragia degli utili. Negli ultimi anni le difficoltà economiche dell'azienda sono proseguite e ad oggi, nonostante l'acquisizione del ramo logistico di Artoni da parte di Fercam di Bolzano, non sembrano essersi alleviate.
I lavoratori lamentano di non aver mai smesso di lavorare e di aver sempre anticipato di tasca propria tutti i costi per il mantenimento dei mezzi: «Ci sono lavoratori indebitati per 30 o 40mila euro», hanno precisato ieri preannunciando l’iniziativa di protesta.
Alla domanda se avevano fatto presente le difficoltà al direttore dell’azienda rispondono che: «La direzione non ha saputo dare riscontri concreti, o non ha voluto ascoltare, alle nostre richieste, giustificate da tutte le fatture emesse per prestazione servizi di questi ultimi sei mesi: è una vergogna».
«La protesta di oggi - aggiungono gli autotrasportatori - non è appoggiata da sigle sindacali, siamo solo noi a chiedere quello che è giusto chiedere perché ci spetta».
Andrea Ancarani
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