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Modena, Albinelli: nuovi bandi per riempire i buchi

Modena, Albinelli: nuovi bandi per riempire i buchi

A breve una nuova gara per assegnare parte dei venti spazi ancora vuoti, nessuna traccia dei lavori annunciati a novembre. Oggi discussione in consiglio

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MODENA. Arriveranno a breve, secondo il Consorzio che gestisce la struttura, nuovi bandi per riempire la ventina di banchi vuoti al Mercato Albinelli. Una novità di rilievo per un luogo molto importante nell'identità cittadina, al cui fianco però vanno ricordati, come la Gazzetta faceva ieri, i problemi alla storica struttura. I bandi serviranno a sostituire “banchi” storici, come ad esempio quello di Manzini, che nel corso degli ultimi tempi hanno deciso di lasciare. Le polemiche, inoltre, da tempo non mancano, basti pensare ai costi della tassa sui rifiuti che secondo calcoli è di circa quindici volte più elevata rispetto agli altri esercizi commerciali del centro storico. Ma del resto alcuni problemi sono sotto gli occhi di tutti. In particolare, dopo mesi di annunci, ancora non si comprende bene quando saranno operative le nuove quattro strutture - chiamiamoli “ristobar” - che dovrebbero portare all'Albinelli il pubblico degli aperitivi e delle cene “informali”.

Visto che il sindaco Muzzarelli avrebbe voluto le strutture operative già nel corso delle passate feste natalizie, forse dovrebbe “sollecitare” le parti in causa, visto che non solo i nuovi operatori non sono arrivati, ma neppure i lavori sono iniziati. Un progetto c'è - o almeno dovrebbe: finora gli operatori dell'Albinelli hanno visto solo dei rendering di massima - e forse anche qualche permesso. Ma la sostanza è che fino ad oggi solo uno dei vincitori, “Artigiani del gusto”, sta predisponendo i tavoli di vendita nei suoi quindici metri quadrati. Nessuna traccia invece di parti fondamentali come le paratie che dovranno dividere gli operatori aperti al mattino da quelli aperti al pomeriggio/sera, con la parte all'aperto su via Albinelli. Tra l'altro il terzo classificato nella recente graduatoria comunale, “La casa del brodo” ha rinunciato: troppo pochi i 15 metri quadrati del suo spazio. Su questi progetti di vendita, tra l'altro, va ricordata un'altra vicenda. Il bando di gara diceva espressamente che si sarebbero aperte attività ristorative legate al territorio. Al primo posto, però, è arrivata una “catena” commerciale come “MozzaBella street good” che vende una buonissima pizza... napoletana.
Al secondo posto invece ci sono i polli allo spiedo e, da bere, non il lambrusco come si potrebbe immaginare, ma il prosecco. L'operatore che proponeva tortellini e lasagne, appunto “La casa del brodo”, ha lasciato. Intorno al progetto di “rivoluzione” del mercato non ci sarebbero - stando a quanto trapela dal Comune - problemi con la Soprintendenza, quanto piuttosto con i permessi dell’Ausl. Restano ad esempio in sospeso le autorizzazione relative alle cappe per cuocere i prodotti - ci saranno? Ecco perché, forse, ha lasciato il produttore di pasta locale - così come non si comprende bene come saranno collocati gli spazi all'aperto.

E ci sarà, all'interno, un riscaldamento? Altrimenti il pubblico difficilmente arriverà nella stagione fredda, ma d'altro canto i prodotti deperibili in vendita all'Albinelli non ne soffriranno? Domande alle quali ancora non ci sono risposte puntuali. L'assessore alle attività economiche Tommaso Rotella, comprensibilmente, preferisce non parlarne perché oggi pomeriggio in consiglio comunale dovrà rispondere a una interrogazione sul tema, presentata da Andrea Galli (Forza Italia) dal titolo “Nuove aperture, ma davvero l'amministrazione crede di aiutare?”. Dai vertici del Consorzio invece fanno sapere che «questo progetto è un tema molto importante, per noi e per l'amministrazione comunale che sta lavorando molto al nostro fianco. I tempi per i nuovi operatori saranno rapidi e del resto i malumori che prima potevano trapelare dal consiglio di amministrazione oggi sono risolti. E presto interverremo anche sugli stalli vuoti». Si continuano ad annunciare tempi brevi per i numerosi cambiamenti di cui lo storico Albinelli - ancora molto amato in città - ha bisogno. Ma si è, in ogni caso in affanno. Pensiamo a quanto accade nella vicina Bologna dove ormai da almeno un lustro sono attivi il rinnovato Mercato delle erbe e Mercato di Mezzo. La nostra città riuscirà a compiere lo stesso “miracolo”?

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