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Modenesi in cattedra al convegno di Bologna

Modenesi in cattedra al convegno di Bologna

Il Piano nazionale femminista contro la violenza e 8 punti su cui organizzare la partecipazione allo 'sciopero' globale delle donne dell’8 marzo, sono gli obiettivi della marea di persone, donne e...

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Il Piano nazionale femminista contro la violenza e 8 punti su cui organizzare la partecipazione allo 'sciopero' globale delle donne dell’8 marzo, sono gli obiettivi della marea di persone, donne e femminismi che dopo l’appuntamento romano dello scorso 26 novembre, che ha visto scendere in piazza 200mila persone al grido di “Non una di meno”, si riunirà nuovamente sotto le Due Torri il prossimo fine settimana.

Nelle aule universitarie di via Belmeloro 14, sede della due giorni bolognese, si contano già 1400 iscrizioni per una rappresentanza di oltre 300 associazioni fra Centri antiviolenza, movimenti, “Io decido” e Udi, a confronto su tematiche specifiche divise in otto tavoli: legislativo e giuridico; lavoro e welfare; educazione alle differenze; femminismo migrante; sessismo nei movimenti; diritto alla salute sessuale e riproduttiva; narrazione della violenza nei media e percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

L’intenzione è quella di trovare una sintesi condivisa che metta a valore le diverse esperienze costruite quotidianamente da una rete di persone impegnate nel dare risposte concrete a ogni forma di violenza non solo quella più visibile rappresentata da molestie, stupri e femminicidi ma anche l’oppressione psicologica e culturale che relega le persone in ruoli stereotipati, le discriminazioni e le gerarchie di genere che dai banchi di scuola invadono i media e l’intera società.

Ai tavoli ci saranno anche le associazioni femminili modenesi. Centro antiviolenza e Samira Adamu parteciperanno ai gruppi di lavoro su femminismo migrante, piano giuridico-legislativo ed educativo, mentre il Centro Documentazione Donna seguirà i tavoli su media e formazione: strumenti indispensabili di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. L’Udi modenese che ha in Laura Piretti una delle due referenti nazionali, darà il proprio contributo rispetto agli argomenti che hanno contraddistinto le battaglie storiche: welfare e lavoro, migranti e diritti alla salute. Per l’area giuridica parteciperanno Kadra Jama, la zia di Barbara Cuppini vittima del femicidio che coinvolse i due lavoratori della Ferrari e Giovanna Ferrari, madre di un’altra donna, Giulia Galiotto, morta per mano del compagno, che da anni si batte contro il sessismo che ha investito le vicende giudiziarie della figlia.

Per domenica è attesa la discussione sulle modalità di sciopero a cui hanno già aderito i sindacati di base; i sindacati confederali ancora non hanno risposto alla richiesta di indire una protesta in questo senso. (s.b.)

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