Riso: «Abusi di imprese senza scrupoli»
«I settori coinvolti e i circa 3 milioni di buoni lavoro in provincia dimostrano che non si utilizzano solo in attività saltuarie»
La Cgil è da mesi impegnata nella lotta all’uso scorretto dei voucher nel pagam ento di tanti lavoratori e in questo ambito si innesta anche l’intensa attività per ottenere i referendum sul lavoro che, fra i tanti problemi posti all’attenzione generale, valutino anche le norme che riguardano questa forma di retribuzione delle attività lavorative.
E ora Cgil, in una nota firmata da Claudio Riso, responsabile mercato del lavoro segreteria Cgil Modena, evidenzia la gravità del problema e in particolare come «i nuovi dati Inps confermino l’esplosione e la diffusione inarrestabile dei voucher». Cgil Modena riporta i dati sull'aumento esponenziale dei voucher e lancia l'allarme: «Dietro i numeri - afferma Claudio Riso - si trovano altre conferme rispetto all'abuso che si fa di questo strumento. A smentire, ancora una volta, il luogo comune secondo il quale i voucher sarebbero utilizzati per attività saltuarie, è la classificazione della tipologia di settore nel quale i buoni lavoro vengono impiegati. Più della metà, 1.461.047, sono registrati infatti sotto la voce "attività non classificata": in pratica, una enorme sacca dentro la quale sono ricompresi settori quali l'edilizia, l'industria e il manifatturiero, determinando in questo modo le condizioni per cui il lavoro cattivo - inteso come scarsamente retribuito, senza garanzie, tutele, diritti - scaccia il lavoro buono».
Altrove, sono residuali: toccano il 12% nel commercio, l'11% nel turismo, appena il 2% nelle attività agricole.
«I casi che più volte Cgil Modena ha denunciato dimostrano che la liberalizzazione di questo strumento consente ad aziende e imprese di ogni tipo di poter pagare a voucher indistintamente qualunque lavoratore per qualunque attività: numeri sempre più clamorosi ci dicono che le imprese modenesi si fanno pochi scrupoli nell’attingere a piene mani alla forma più precarizzante di lavoro che possa esserci».
E i numeri parlano di 2.879.448 buoni lavoro venduti che fanno di Modena la seconda provincia più dedita ai voucher in Emilia Romagna, subito dietro a Bologna. Il dato è parziale (c'è tempo fino ad aprile per segnalare all'Inps l'acquisto dei voucher), ma tanto basta a Cgil per avvisare: «Con il dato definitivo è estremamente probabile che la provincia di Modena tocchi i tre milioni di voucher venduti. Un aumento esponenziale appunto: nel 2014 ne erano stati venduti un milione e 665.163 e nel 2015 due milioni e 302.690». In questo contesto si inserisce il referendum dI Cgil sui voucher «che punta alla cancellazione di questo strumento e al ridisegno di una tipologia contrattuale che definisca regole, ambiti, limiti e diritti del lavoro occasionale».
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