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Caos Pd, tre nomi per il futuro segretario provinciale di Modena

Caos Pd, tre nomi per il futuro segretario provinciale di Modena

Cominciano le alleanze per sostituire Lucia Bursi: in lizza Bortolamasi, Molinari e Solomita

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MODENA. Il caos Pd di queste ore, dove sono comincianti i posizionamenti in vista di un futuro dove regna ancora l’incertezza, porta anche a parlare del prossimo segretario provinciale. L’accelerata sul partito l’ha avallata ieri anche Matteo Renzi: «C'è stato chi ha chiesto di fare le primarie, il congresso, il referendum tra gli iscritti. Va bene tutto. Però chi perde il giorno dopo rispetti chi ha vinto altrimenti è l'anarchia».

Lo scontro per il dopo-Bursi, i cui tempi veri dipenderanno da ciò che accadrà anche a livello nazionale, si giocherà su più campi, primo tra tutti la scelta dei parlamentari, che ovviamente disegnerà i primi equilibri. Considerando, poi, il fatto che nessuno degli attuali vuole scendere, ecco che l’affrancamento con la giusta corrente diventerà decisivo fin da subito.

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Quanto sarà aspro lo scontro su Modena? Dipende da chi scenderà in campo. Se il candidato designato e battezzato fino a questo momento, Filippo Molinari, riuscirà a fare fronte unico, allora sarà tutto più facile. È una candidatura, però, che sta suscitando qualche malumore in alcune componenti del partito. Se, infatti, Molinari potrebbe essere l’uomo giusto per l’Area Nord, non è detto che scendendo verso Modena i riscontri siano sempre positivi. La città, che sta vivendo anche a fasi alterne l’amministrazione Muzzarelli, vorrebbe un nome in grado di tenere testa agli equilibri che da qui al 2019 bisognerà saper tenere su più fronti. La scusa per non “sposare” Molinari potrebbe essere quella del doppio incarico, anche se alla lunga non reggerebbe.

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Tra i nomi di chi potrebbe prepararsi a giocare la partita c’è sicuramente quello di Andrea Bortolamasi. Il segretario cittadino Pd, che è anche consigliere comunale, sulla città ha retto l’urto ma per alcuni è ancora troppo debole per governare il partito intero. Una debolezza non di capacità personali, ma riflessa, che scaturisce dalla vicinanza ingombrante di Gian Carlo Muzzarelli e Stefano Bonaccini. Col sindaco il rapporto è di stima e fiducia, e chi ha dubbi su Bortolamasi vorrebbe invece un partito in grado di incidere nelle politiche amministrative della città e nelle scelte della giunta, non il contrario. Con il presidente della Regione il rapporto è ancora più stretto, e anche qui la capacità di smarcarsi, se necessario, nei momenti decisivi delle prossime settimane, sarà misurata accuratamente dai dubbiosi.

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Alla lista dei papabili si aggiunge anche Roberto Solomita, sindaco di Soliera. Un terzo nome in grado di unire nuove generazioni e nostalgici, e anche un pezzo della città. Presto per i pronostici e anche per definire il quadro di tutti gli sfidanti, ma è chiaro che uno scontro a più teste segnerà comunque il Pd o ciò che rimarrà del partito dopo le vicende nazionali.

Davide Berti

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