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Cause civili in calo, ma è allarme fallimenti

Cause civili in calo, ma è allarme fallimenti

Più sentenze, meno pendenze ma un fascicolo su 5 ha più di 3 anni. Crac: 1.067 procedimenti aperti

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Aumentano le cause civili chiuse ma aumentano (anche se di poco) le pendenze. L’anno giudiziario 2015-16, in base ai dati della Corte d’Appello di Bologna, indica una situazione di leggero miglioramento a Modena, anche se una causa su cinque continua ad essere pendente da più di tre anni e due sono in corso da quasi 30 anni: peggio dei Modena ci sono solo Parma e Piacenza. Dato altamente positivo – anche se tutto da capire - è il calo del 44% dei procedimenti civili davanti al giudice di pace. Infine si segnala il carico di lavoro dei due giudici fallimentari a Modena: anche se sono riusciti a definire 149 procedimenti, a loro restano da chiudere più di mille fascicoli.

Cause in calo. Il dato generale per il Tribunale civile di Modena indica un calo complessivo dell’11% delle cause rispetto all’anno prima (2014-15). Le cause nuove sono state 15.755, quelle concluse 16.993, quelle pendenti 10.447 (contro le 11.675 precedenti). Se le cause pendenti nelle controversie agrarie sono scese del 33% (ma i numeri sono modesti), per le controversie di lavoro si segnala invece un numero di pendenze del +3% a fronte di un +6% di nuove cause (sono 1.625). In testa il pubblico impiego, seguito dal “lavoro dipendente da privato” e dalla previdenza obbligatoria. Per le cause riguardanti affari civili di carattere generale, i nuovi fascicoli sono stati 4.668, il 6% in più, quelli definiti il 7% e quelli pendenti 7.403 ovvero un -14% dell’anno prima. Un segno di uno sforzo in corso da parte dei giudici modenesi. La famiglia occupa il maggior numero di casi, ma i dati sono altalenati: le nuove cause sono aumentate del 13%, quelle chiuse dell’11% mentre quelle pendenti sono calate del 15%. Alla voce “contratti e obbligazioni” le cause in ingresso sono calate del 10%, quelle chiuse sono aumentate del 7% mentre le pendenze sono calate del 18%.

Sfratti e altro. Per la volontaria giurisdizione, le cause nuove sono cresciute del 20%, quelle chiuse del 23% e quelle pendenti del 7%. Dati che indicano lo sforzo nel far fronte a una sostanziosa crescita di controversie civili. Il maggior impegno va alle successioni, aumentate del 12 (1.056), le pendenze sono cresciute: +17%. Infine per i “procedimenti speciali sommari”, il dato è in calo su tutti i fronti: -12% per le cause nuove, -12% per quelle definite e -21% per quelle pendenti. I procedimenti nuovi per convalide di sfratto sono stati 1.477, in calo del 14%, quelli conclusi sono calati del 10%, i pendenti sono scesi a -16%. Il ricorso al giudice tutelare è aumentato del 6%.

Processi vecchi. Un dato grave è quello dei procedimenti civili pendenti da oltre tre anni (al 2016). Modena si attesta al 20,9%. Uno su cinque. Se si va a vedere nello specifico si scopre che sono ancora in corso due cause avviate prima del 1990: hanno più di 27 anni.

Fallimentare. Infine i dati della Sezione Fallimentare che, come noto, conta due soli giudici che ovviamente non possono che districarsi a fatica tra i numeri delle aziende colpite dalla crisi. Così i concordati preventivi nuovi sono stati 27, quelli chiusi ben 33 mentre 12 restano ancora pendenti. I fallimenti 209 dei quali 159 sono stati definiti e ben 1.067 sono ancora pendenti. Infine le istanze fallimentari nuove sono state 476; 517 quelle chiuse e pendenti ne restano 89.

Giudice di pace. Performance da record per i procedimenti civili del giudice di pace. Le pendenze sono scese del 44% (siamo primi in regione), mentre le nuove cause sono scese dell’8% e quelle definite sono calate del 10%.

Carlo Gregori

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