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Hanno cancellato il treno per Auschwitz per gli studenti modenesi

di Serena Arbizzi
Hanno cancellato il treno per Auschwitz per gli studenti modenesi

Il Viaggio della Memoria resta, ma gli studenti andranno in pullman verso una nuova destinazione: sarà Mauthausen

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CARPI. Il treno per Auschwitz non partirà più. O meglio, il tradizionale Viaggio della Memoria al quale, ogni anno, prendono parte centinaia di studenti delle scuole superiori, insieme a docenti, intellettuali, artisti, non si terrà più con la consueta formula, studiata per fare immedesimare i partecipanti nel tragico percorso fatto dai prigionieri di guerra verso i luoghi di prigionia.

Quest’anno il Viaggio della Memoria, organizzato dalla Fondazione Fossoli dal 10 al 14 marzo, si farà in pullman gran turismo: 400 ragazzi saliranno su corriere da una cinquantina di posti ciascuna. C’è anche un’altra novità: la destinazione non sarà più Auschwitz, come negli anni passati, bensì Mauthausen.

Si tratta di una scelta che ha già fatto storcere il naso: c’è chi pensa, infatti, che lo spirito del Viaggio non sia più lo stesso degli anni passati a causa del diverso mezzo di trasporto. Una scelta, quella della Fondazione Fossoli, dettata dai costi proibitivi di un viaggio in treno. «Sarebbe costato 50mila euro in più prendere il treno invece del pullman - spiega la direttrice Marzia Luppi - Avremmo dovuto rinunciare a tante altre attività didattiche, a corsi e altre iniziative utili per gli studenti e non solo. Desidero rimarcare che anche durante l’ultimo periodo del campo, i prigionieri partivano in pullman. Viaggio, quindi, non significa soltanto mezzo di trasporto. E le attività di approfondimento durante il tragitto saranno più che garantite. Io ho firmato per questo progetto e mi sento serena».

Ribadisce lo stesso concetto anche il presidente della Fondazione Fossoli, Pierluigi Castagnetti. «Il costo sarebbe stato esorbitante - conferma Castagnetti - e lo spirito rimane lo stesso anche se si prende il pullman. Tutti gli anni, inoltre, vogliamo differenziare ogni esperienza rispetto a quella precedente. In un pullman dove salgono 50 ragazzi gli insegnanti possono lavorare meglio rispetto al treno. Con lo stesso budget, poi, riusciamo a garantire diverse attività in più ai partecipanti. Ricordo, inoltre, che altri istituti che fanno viaggi simili al nostro, hanno da tempo adottato la soluzione del pullman perché il treno è economicamente inarrivabile».

Trenitalia, da parte propria, chiarisce che è stata la Fondazione Fossoli a decidere di «non chiedere più a Trenitalia il trasporto fino al confine italiano, preferendo il viaggio in pullman dal campo di Fossoli. Già da qualche anno, infatti, Trenitalia non mette più a disposizione i treni charter, cioè affittati dai clienti per l’estero viste le difficoltà a garantire il servizio sulla rete estera».

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