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Il sindaco Mazza: «Stasera mi dimetto»

di Federico Covili
Il sindaco Mazza: «Stasera mi dimetto»

Convocato d’urgenza il Consiglio comunale. Mistero sulle motivazioni anche se pesano stanchezza e caos ai Servizi sociali

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MONTESE. È stato un fulmine a ciel sereno, a Montese, l’annuncio delle dimissioni del sindaco Luciano Mazza. Lo storico primo cittadino, già al timone da quattro mandati, intervallati da una legislatura come vicesindaco e da oltre 30 anni di vita politica, ha infatti convocato per stasera, alle 20, un Consiglio comunale straordinario con un solo punto all’ordine del giorno: le sue dimissioni. Dimissioni che hanno lasciato sorpresi un po’ tutti a Montese. È vero che Mazza, già in campagna elettorale, aveva parlato di una legislatura non necessariamente da concludersi. Ed è vero che già diverse volte il sindaco aveva lasciato trasparire la propria stanchezza. Ma nessuno si aspettava una soluzione così rapida e improvvisa e molti confidavano nella tempra di Mazza, già vedendolo proiettato fino al termine del mandato.

Difficile però distinguere quali siano le motivazioni principali di questa scelta. Se Mazza non risponde a nessuno, anche i suoi più stretti collaboratori preferiscono non sbottonarsi più di tanto. «Le cause di questa scelta non si sanno in modo esplicito - confida Giorgio Lazzari, assessore ai Servizi socio-sanitari - ma il sindaco aveva già detto in partenza che questa era una legislatura non completa. Ora motiverà meglio la sua decisione».

Certo, deve avere pesato la vicenda della casa protetta, nata negli anni passati con il grande impegno del municipio e alla cui gestione diretta il Comune ha ora dovuto rinunciare definitivamente. C’è poi la difficile gestione dei richiedenti asilo in territorio montesino. E, non ultima, la necessità di entrare nell’Unione Terre di Castelli, un ingresso che è sempre stato rimandato dal sindaco di Montese, rimasto l’unico Comune della zona ancora esterno all’Unione. Tra le ipotesi che girano in paese, oltre alla stanchezza, ci sono proprio i rapporti con l’Unione. Mazza aveva avviato un percorso con il sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, per poter tornare a contare e a gestire il centro socio-riabilitativo per disabili “Il Melograno”, fiore all’occhiello della comunità. La caduta di Smeraldi ha frenato il piano. Ci sono poi le difficoltà di bilancio, che ogni Comune deve affrontare, e l’annuncio di Mazza potrebbe essere una clamorosa protesta, utile a sensibilizzare chi i soldi può farli arrivare sul territorio.

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