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Studenti modenesi: cresce il desiderio di fare volontariato

Studenti modenesi: cresce il desiderio di fare volontariato

Al Foro Boario, il secondo salone di Officine della Solidarietà una vetrina delle associazioni in cui impegnarsi per gli altri

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Studenti si nasce, volontari si diventa. Come? Al Foro Boario è di nuovo tempo di Officine della Solidarietà.

Fino a venerdì prossimo trenta associazioni descriveranno le loro attività a oltre 650 studenti provenienti da 24 classi della città. Un tour che proseguirà a Carpi (23-25 marzo), Castelfranco (14-15 febbraio) Castelnuovo (25 marzo), Marano (oggi), Maranello (4,11,18 marzo), San Cesario (maggio), Vignola (8 aprile) e Zocca (25 febbraio). Ieri l’inaugurazione a Modena.

«Abbiamo imparato come i volontari della Croce Blu aiutano chi si trova in difficoltà - ha spiegato un’entusiasta Gaia Filippi, studentessa del liceo classico Muratori-San Carlo - perché ci hanno fatto mostrato diversi tipi di barella e vari strumenti. Siamo anche entrati in un’ambulanza. È un tipo di volontariato che mi piacerebbe, se superassi i miei limiti: sono abbastanza sensibile e per farlo occorre non essere impressionabili».

Le classi si muovono a rotazione da un’associazione all’altra. «Volontariato vuol dire far stare bene le persone», ha ripreso lo studente del Fermi Marvin Minelli. Con i compagni Mattia Primavera e Gianluca Cuozzo aveva appena ascoltato la presentazione di due clown-terapeuti. «Far volontariato vuol dire aiutare persone che ne hanno bisogno», ha riconosciuto Mattia. «Se fai il volontario non c’è da escludere niente», ha ribadito Gianluca. La vedono così studentesse del linguistico Muratori. «Finché si aiuta è tutto volontariato», ha esclamato Sofia Gavioli. Per Francesca Rubbiani è importante «aiutare gli altri senza essere interessati». Per Giada Cavuoto «facendo volontariato aiuti anche te stesso». Francesca Reggiani e Chiara Marchesi si prenderebbero volentieri cura «di bambini e malati». Chiara Nicolini vede con piacere l’idea «di stare a contatto con le persone». Le giovani hanno partecipato a un appuntamento di recitazione. Ecco una delle novità dell’edizione 2017, il tredicesimo appuntamento organizzato con il supporto dell’associazione Servizi per il Volontariato. Ieri è iniziata un’esperienza condotta dall’attore e regista Michele Dell’Utri. Quattro incontri con cui volontari (anche del Servizio civile) potranno riflettere su come è cambiata la percezione del lavoro dalla prospettiva dell’arte teatrale. L’incontro è in collaborazione con la Fondazione Emilia Romagna Teatro e rientra nel progetto biennale Un bel dì saremo. Vi saranno altre “chicche”. Come il gioco di ruolo dal vivo “Duende Mo Game 2017” che si svolgerà mercoledì prossimo dalle 15 alle 18, sempre al Foro Boario. Sarà dedicato a don Lorenzo Milani, di cui quest’anno si ricordano i cinquant’anni della scomparsa. Seguirà un aperitivo alle 18.30 aperto a tutti gli interessati. Alle 20.30 di giovedì, invece, la Tenda ospiterà il concerto “Perché la musica non è indifferente”. «Le capacità e le competenze non sono soltanto quelle che impariamo a scuola», ha garantito Emanuela Carta, presidente dell’associazione Servizi per il volontariato.

Gabriele Farina

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