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Valori superiori quattro volte il limite ma oggi in aiuto arriva il vento forte

Valori superiori quattro volte il limite ma oggi in aiuto arriva il vento forte

Polveri sottili, o meglio le ormai famigerate Pm10: mentre ormai le concentrazioni raggiungono picchi da record, un aiuto questa volta arriva da un’allerta meteo, quella che avverte delle forti...

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Polveri sottili, o meglio le ormai famigerate Pm10: mentre ormai le concentrazioni raggiungono picchi da record, un aiuto questa volta arriva da un’allerta meteo, quella che avverte delle forti raffiche di vento. Ma veniamo alla criticità: il limite di legge di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 a Bologna è stato superato ben cinque volte raggiungendo quota 247. Modena non è certo da meno, si “limita” ad una concentrazione quattro volte superiore, ovvero 207, registrata l’altro giorno. La centralina di Arpa collocata su via Giardini è arrivata a 21 sforamenti. Anche a Fiorano valori quadrupli: concentrazione a 203. Intanto ieri è arrivata un po’ di pioggia ma il vero aiuto, per tutta la giornata di oggi, arriva dal vento oltre che dalle precipitazioni piovose previste anche per le prossime ore. La protezione civile regionale ha infatti attivato una fase di attenzione di 24 ore: «Flussi sud-occidentali interesseranno tutte le zone di crinale con fenomeni di foehn sul settore centro-orientale- si legge nell'allerta- i valori di vento medio si attesteranno attorno ai 55 chilometri orari (circa 30 nodi) con raffiche sino a 75 chilometri orari (circa 40 nodi)».

E mentre si cerca di affrontare l’emergenza di questi giorni, ci si può parzialmente consolare con la notizia che arriva dagli studi universitari, secondo la quale in dieci anni sono calati i valori delle Pm10 e anche quelli delle Pm 2,5, le cosiddette polveri fini. Lo rileva uno studio dell'Università, coordinato da Allesandro Bigi e Grazia Ghermandi e pubblicato sulla rivista Atmospheric Chemistry and Physics.I due ricercatori hanno analizzato, nel periodo 2006-2015, 44 stazioni di rilevazione fra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna e hanno dimostrato come le concentrazioni siano calate nella quasi totalità dei siti di misura, con punte fino all'8% annuo e come questo calo sia dovuto soprattutto a una diminuzione delle concentrazioni nei mesi invernali. Il calo più sostenuto nei centri urbani che nelle aree rurali e questo conferma che la loro causa la presenza umana ed è dovuto ai miglioramenti tecnologici e alla riduzione delle emissioni gassose e di particolato. «Il calo mostrato ci conferma - spiega l'ing. Alessandro Bigi di Unimore - che i miglioramenti tecnologici hanno contribuito alla diminuzione di questi due inquinanti e del Pm10 a prescindere dalla variabilità meteorologica. Il calo e il fatto che abbiano concentrazioni sempre più simili, soprattutto in inverno, confermano come, per ridurre l'inquinamento da particolato- conclude lo studioso - l'attenzione si debba inevitabilmente spostare sempre più sulle emissioni gassose (ossidi di azoto e ammoniaca), emissioni che nelle tipica meteorologia invernale reagiscono contribuendo alla metà o più del Pm 2.5». La centralina al parco Ferrari ha evidenziato un calo anno del 5% della Pm 2,5 da ottobre 2007.

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