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il processo a barbieri

«Voleva uccidere il ladro che fuggiva»

«Voleva uccidere il ladro che fuggiva»

FORMIGINE. Giuliano Barbieri ieri era in aula: il negoziante accusato di tentato omicidio per aver sparato ad un ladro che stava tentando di derubarlo per la quattordicesima volta. Ha voluto...

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FORMIGINE. Giuliano Barbieri ieri era in aula: il negoziante accusato di tentato omicidio per aver sparato ad un ladro che stava tentando di derubarlo per la quattordicesima volta. Ha voluto ascoltare i testimoni dell’accusa, che a lungo hanno deposto davanti al secondo collegio, presieduto dal giudice Andrea Scarpa, affiancato da Francesco Cermaria e Luigi Tirone. Barbieri, affiancato dagli avvocati difensori Enrico Aimi e Silvia Ciancia, ha visto sfilare i carabinieri, intervenuti subito dopo l’assalto notturno al negozio di via Mazzini. Che hanno raccontato la loro versione della lunga nottata in cui restò ferito Nenad Ljumovic, rappresentato come parte civile dall’avvocato Nicoletta Tietto.

L’udienza ha visto le testimonianze dei periti che hanno supportato il lavoro del pubblico ministero Pasquale Mazzei. La consulenza per la Procura è infatti stata affidata a Corrado Cipolla D’Abruzzo, che ha evidenziato come sia complicato offrire una ricostruzione esatta di quanto avvenuto nella nottata in cui Barbieri sparò colpi in aria e poi mirò all’auto dei ladri, colpendo il montenegrino. La consulenza medico-legale è invece stata supportata dall’analisi di Sabino Pelosi, che si è occupato di analizzare le ferite riportate da Ljumovic. Il montenegrino rimase ferito alla mandibola, ad un polmone e perse una falange della mano destra. Durante l’incidente probatorio disse di essersi al massimo voltato nella concitazione del momento e che Barbieri gli sparò alle spalle. Pelosi, pur non entrando nel merito della dinamica, ha ipotizzato che i colpi che hanno colpito la vittima siano soltanto due e non più quattro come finora detto. Si tratta di un’altra fonte di discussione in un processo che viaggia su due binari paralleli: quello della Legge e quello del sentimento popolare, che ha già assolto con gli onori il commerciante che sparò con una Beretta calibro 9, regolarmente detenuta.

Si tornerà in udienza il 21 settembre quando sarà la difesa a giocarsi le proprie carte per convincere i giudici dell’innocenza di Giuliano Barbieri. L’obiettivo è quello di ribaltare l’accusa di tentato omicidio in legittima difesa e gli avvocati Aimi e Ciancia lo faranno partendo dal consulente di parte, il dottor Alberto Riccadonna. C’è poi un passaggio, elaborato dai Ris di Parma, che racconta di come siano state trovate tracce di sangue anche sullo zerbino del negozio di via Mazzini. Una situazione che lascia ipotizzare come Ljumovic fosse ancora molto vicino alla serranda dell’attività commerciale quando è stato raggiunto dai colpi di proiettile e non impegnato nella fuga, vistosi ormai scoperto. Il montenegrino è sulla lista dei testimoni che la difesa ha depositato, ma dopo quell’episodio e aver patteggiato 16 mesi per il tentato furto, il 34enne è tornato in Patria e non sembra ipotizzabile avere una sua versione dei fatti. Di contro la difesa ha chiamato a testimoniare molti dei testi già citati dall’accusa. (fd)

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