Gazzetta di Modena

Modena

Costruendo la musica, con la Banda Rulli Frulli Per crescere insieme

di Valentina Corsini
Costruendo la musica, con la Banda Rulli Frulli Per crescere insieme

Fantasia in libertà: note e strumenti fatti con le proprie mani Educare grazie alle abilità differenti, da Finale agli show tv

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Manitese, il quartier generale della Banda Rulli Frulli a Finale Emilia, è un posto speciale. Un posto in cui i ragazzi imparano a crescere insieme, facendo musica, ma soprattutto a crearla con le loro mani. Perché ogni strumento che suonano viene costruito proprio da loro, in laboratori appositi, in cui possono dare libero sfogo alla fantasia donando nuova vita a materiali ed oggetti che altrimenti verrebbero buttati. Ed è proprio durante una pausa da uno di questi laboratori, che li educa all’arte del recupero finalizzato alla musica, che abbiamo scambiato quattro chiacchiere con alcuni di loro e con chi li “dirige” fin dal 2010. «Tutto nasce da una mia idea, quella di mettere insieme un gruppo di ragazzi, includendo anche i diversamente abili, in grado di costruirsi gli strumenti con materiali di recupero - racconta il direttore Federico Alberghini - questo per insegnare loro l’importanza del lavoro manuale, dello sporcarsi le mani, dando libero sfogo alla fantasia ma finalizzandola alla creazione di qualcosa di concreto. E soprattutto educandoli al recupero degli oggetti. Valori che si stanno perdendo e che invece è giusto trasmettere ai ragazzi. Il nostro motto è: “Volere è potere”. In modo che un cestello della lavatrice possa diventare una cassa pronta per essere suonata nella Banda…». E le parole del “capitano” (come viene affettuosamente chiamato dai suoi 70 allievi) trovano conferma in quelle più timide, ma sincere, dei diretti protagonisti. «La musica mi è sempre piaciuta e suono la batteria fin dalle elementari -afferma Jacopo, 13 anni di Medolla - poi tre anni fa, “Gol”, il mio insegnante di batteria (Marco Golinelli, vicedirettore dei Rulli Frulli, ndr) mi ha chiesto di entrare nel gruppo. Quello che mi piace della Banda è poter stare con altri ragazzi e aiutarci tutti insieme anche se abbiamo abilità differenti. Durante i laboratori, infatti, mentre io monto un tamburo, altri si dedicano a costruire cose diverse. Poi, invece, ci ritroviamo tutti insieme a lavare e pitturare un bidone. È tanto bello quanto viaggiare per i concerti e conoscere posti nuovi…». «Anche se i viaggi troppo lunghi in pullman sono un po’ stancanti - ammette con tutta la sincerità dei suoi 13 anni, Francesco, entrato a far parte dei Rulli Frulli quest’anno grazie al fratello gemello Jacopo - quello che mi piace del gruppo è proprio la compagnia: siamo molto uniti e non ci sono differenze per le età. All’inizio non mi piaceva tanto costruire gli strumenti, adesso invece mi piace molto perché è bello creare qualcosa di nostro…». «Alcuni ragazzi li conoscevo già, ma da quando sono nei Rulli Frulli mi sono fatto tanti amici nuovi - è il pensiero di Tommaso, 12 anni di Medolla, da 4 anni nella Banda - mi piace molto perché si lavora tutti insieme, nonostante le età differenti, e si va molto d’accordo anche con i ragazzi diversamente abili. Io suonavo già la batteria ma la cosa più bella di essere in questo gruppo è viaggiare, vedere posti nuovi, fare i concerti e poi dormire via tutti insieme…». C’è poi chi tra loro ha debuttato da pochi mesi e racconta il suo entusiasmo aprendosi ad un bellissimo sorriso. È Alessia, 13 anni di Mirandola. «Quando ho detto a scuola che ero nei Rulli Frulli hanno esclamato “Wow” - racconta - l’impatto è stato molto forte, ma ho legato da subito con tutti i ragazzi che sono davvero simpatici. Non avevo mai suonato uno strumento prima, ma mio cugino faceva già parte della Banda e volevo entrarci anch’io. Ora mi auguro di rimanerci il più a lungo possibile…».

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