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Montese, Mazza ci ripensa: «Non mi dimetto più»

di Daniele Montanari
Montese, Mazza ci ripensa: «Non mi dimetto più»

La maggioranza invalida il Consiglio. Lo spettro di un commissariamento di 18 mesi induce il sindaco a restare

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MONTESE. Saltano le dimissioni del sindaco Luciano Mazza, anche se restano valide. È l’epilogo paradossale del Consiglio di ieri sera, convocato d’urgenza alle 20 con un unico punto all’ordine del giorno: il suo addio. Ma l’occasione non c’è stata, perché in apertura di seduta, in una sala gremita, prima della verifica del numero legale il vicesindaco Adelaide Zaccaria ha letto una comunicazione mentre tutta la maggioranza si metteva dietro al sindaco. «Non parteciperemo alla seduta – ha detto – pur condividendo le motivazioni che hanno portato il sindaco alle dimissioni, siamo a chiederne il ritiro invitandolo a portare a termine la legislatura o almeno a restare per un anno. L’attuale situazione richiede continuità per le scelte in itinere, e al sindaco vanno riconosciute capacità e competenza». Quindi l’abbandono dell’aula, che ha invalidato la seduta, visto che sono rimasti solo i consiglieri di opposizione Corrado Turra e Fulvio Biagini (Alessandro Santini è uscito come gli altri e il capogruppo Francesco Indello non era presente per impegni).

«È una situazione che non auspicavo – ha preso la parola Mazza – non ne sapevo nulla, me l’hanno detto dieci minuti fa. Ma le mie dimissioni restano valide». Valide ma non efficaci, perché in base al Tuel per esserlo devono passare per il Consiglio. Poi dalla data della seduta decorrono 20 giorni perché diventino irrevocabili. In teoria, Mazza potrebbe ripresentarle per il Consiglio di venerdì, in cui si voterà il bilancio. Ma non lo farà, per evitare che il paese abbia un anno e mezzo di commissariamento: il 24 febbraio infatti è la data ultima in cui la Prefettura può indire elezioni a primavera, poi si slitta al 2018. Quindi solo se le dimissioni fossero state recepite il 3, avrebbero consentito, con l’aggiunta dei 20 giorni, di rientrare nella scadenza conducendo a un commissariamento di pochi mesi. «Di più non posso permetterlo – ha rimarcato Mazza – un anno e mezzo non lo posso accettare». Sui motivi delle dimissioni è stato sibillino: «Non ci sono problemi – ha assicurato – è che qualcuno mi ha spezzato i sogni», facendo intendere a latere che la ragione principale è stato il passaggio dal Comune alle Terre di Castelli e alla Coop Domus della casa anziani e del centro disabili “Il Melograno”: «Con la gente di qui – ha detto – il servizio era eccezionale e costava meno: avevo già fatto capire con una lettera che se cancellavano questa gestione, me ne sarei andato». «Mossa scorretta quella della maggioranza – hanno attaccato Turra e Biagini – siamo stati sempre responsabili nelle battaglie per il paese, e potevamo concordare un'azione collegiale. Così invece avete creato una situazione paradossale».

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