Comune, j’accuse dell’architetto
S. Felice. Lettera ai consiglieri: «Urbanistica senza trasparenza». Nel dibattito rissa verbale col sindaco
SAN FELICE. «Mancata “trasparenza” da parte del Comune che emerge in maniera palese con il rifiuto di spiegare i suoi atti, e con il diniego di ricevere un cittadino, mentre il Comune è proprio nel significato etimologico della parola casa dei cittadini». Sono le frasi con cui un noto architetto modenese ha firmato una lettera-esposto ai consiglieri comunali di San Felice, denunciando un nuovo caso urbanistico controverso. Della lettera, recapitata in novembre al sindaco Silvestri e ai capigruppo del consiglio comunale, si è saputo solo lunedì, in occasione di un consiglio dove ancora una volta la materia urbanistica è stata al centro di uno scontro durissimo, tra la lista San Felice in Movimento e la maggioranza del Pd.
Un nuovo caso, certamente non il più grave sul piano delle presunte irregolarità urbanistiche, ma sufficiente per far affermare - nero su bianco - all’architetto di «voler mettere a conoscenza del Consiglio le difficoltà incontrate nei rapporti con il Comune di San Felice, che hanno portato ad una ingiustificabile dilatazione dei tempi, costretto a scelte di ripristino discutibili, manifestando nel contempo modalità di comportamento non allineate alla correttezza istituzionale. A corollario di tutto si aggiunge in quest’ultima fase anche una totale mancanza di trasparenza...».
La sollecitazione è stata raccolta dai consiglieri della lista San Felice in Movimento (Massimiliano Fortini, di professione ingegnere, e Matteo Casari, di professione architetto), impegnati da mesi in uno scontro con la giunta Silvestri su controverse operazioni urbanistiche del Comune. Hanno scritto una interpellanza cui ha replicato l’assessore all’urbanistica Simone Silvestri: «Ve l’abbiamo già detto altre volte, il Consiglio comunale non è la sede per discutere di casi singoli, non è un tribunale», ha in sostanza affermato, aggiungendo che la ricostruzione va bene. E di avere sottomano la lettera di risposta inviata all’architetto, ma di non volerla leggere. Silvestri ha invitato i consiglieri a chiedere chiarimenti direttamente all’Ufficio tecnico. Fortini ha risposto che la lettera-denuncia era rivolta al Consiglio e che quella era una sede istituzionale, aggiungendo che comunque chiederà all’ufficio tecnico. L’assessore ha replicato che comunque la pratica era conclusa, e la casa abitata.
Invece nella risposta del Comune all’architetto - si è saputo - c’è anche una minaccia di querela. Alla quale l’architetto avrebbe reagito con fermezza, riconfermando la sua posizione, pronto a discutere la questione anche davanti al giudice.
Questa nuova controversia ha tuttavia acceso gli animi. Il sindaco Alberto Silvestri ha ancora una volta accusato la minoranza di incompetenza, e di avere offeso con i suoi atti (l’architetto evocava anche un abuso edilizio...). Ma Fortini ha reagito, replicando il contrario. Ne è scaturito il duro battibecco: «Il sindaco sono io, lei deve tacere quando parlo, lei non ha la parola, dovete smetterla, ve lo dico per l’ultima volta», ha urlato Silvestri.
«Io replico tutte le volte che lei mi offende e mi dà dell’incompetente, perché non ha neppure la competenza per sostenerlo», ha replicato l’altro, uscendo.
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