Contro l’invasione dei lupi la gente “invoca” i fucili
Prignano. Discussione in Consiglio dopo le aggressioni a cani e vicino alle case «Prima le verifiche per capire se sono ibridi, in tal caso si potrà abbatterli»
PRIGNANO. Nonostante l'insolita convocazione a mezzogiorno, la questione lupi ha innescato l’affollamento del Consiglio comunale di Prignano.
L’interrogazione dal consigliere di opposizione Walter Telleri chiedeva conto della situazione, a fronte dei ripetuti attacchi ai cani registrati tra Saltino, Pigneto, Morano e poi Monchio e Talbignano. All’inizio dell'autunno infatti erano già stati promessi interventi, dopo un incontro con gli esperti al Parco Santa Giulia (Palagano).
«Ci siamo attivati in maniera proficua - ha sottolineato il sindaco Valter Canali - tanto che il primo febbraio è su nostra richiesta che in Prefettura si è riunito un tavolo per affrontare il problema, e presto ci sarà un nuovo incontro allargato. Ci siamo appena convenzionati con il Wolf Apennine Center per effettuare un'indagine precisa sul territorio. Ma non possiamo fare da soli».
«Prendo atto che non siete ancora partiti con il monitoraggio annunciato a ottobre - ha ribattuto Telleri - ma qui c’è urgenza: non è tollerabile la preoccupazione sociale di gente che ha paura a girare attorno a casa, non possiamo aspettare che venga aggredito qualcuno per dire che è successo a dispetto di una letteratura scientifica secondo cui lupi non attaccano l’uomo. Qui ci troviamo di fronte a qualcosa di anomalo, ad animali che si avvicinano troppo alle case».
Canali ha voluto raccogliere anche l’opinione della gente, ed è emersa una certa esasperazione, con pensieri di questo tenore: «Con i recinti non si risolve nulla, non possono chiederci di chiuderci in gabbia», «i tecnicismo degli esperti ci hanno condotto a questo punto: ci diano soluzioni piuttosto», «chi sostiene la libertà del lupo si faccia carico anche dei danni che arreca», «la situazione è sempre peggiorata in questi mesi: a che punto si deve arrivare?».
Ma proprio l’insolito avvicinamento alle case fa nascere anche il sospetto che non si tratti di lupi ma di cani ibridati o inselvatichiti. «È un punto fondamentale - ha rimarcato Telleri - dobbiamo capire chi è che attacca, facendo analisi su ogni carcassa che si ripresenta: il Comune ne faccia una priorità, attivando la polizia municipale. Ma facciamo anche un censimento del territorio utilizzando cacciatori e volontari: possono bastare pochi giorni. Se sappiamo che sono cani, cambia tutto».
«Non sarebbero più protetti dalle leggi europee - ha ricordato Sandra Debbia per la maggioranza - e come animali pericolosi potrebbero anche essere abbattuti: è un idea su cui dobbiamo lavorare».
«Però bisogna che la gente collabori - ha chiosato il sindaco - se non vengono a denunciare gli episodi in Comune, è inutile».
Daniele Montanari
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