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Una bussola per orientarsi nella “giungla digitale” Con prudenza e rispetto

Una bussola per orientarsi nella “giungla digitale” Con prudenza e rispetto

«A maggio 2016 - racconta Marcello Targi Parmeggiani, volontario dell'associazione A piccole Dosi di Castelnuovo - con il Comune abbiamo organizzato tre incontri sul cyberbullismo per i ragazzi del...

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MODENA. «A maggio 2016 - racconta Marcello Targi Parmeggiani, volontario dell'associazione A piccole Dosi di Castelnuovo - con il Comune abbiamo organizzato tre incontri sul cyberbullismo per i ragazzi del Ccrr (il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi di I, II e III Media) dell'Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi. Ho messo a disposizione le mie preoccupazioni di genitore e le mie competenze, visto che nel mio piccolo mi occupo proprio di linguaggi e nuove tecnologie, e, grazie anche all'interesse e all'impegno delle insegnanti Luisa Zironi e Cristina Gibellini, siamo riusciti a ospitare tre esperti: la criminologa Laura De Fazio, Marcella Stermieri, della cooperativa Mediando e Andrea De Carlo, giovane giornalista e autore di Bianca Neve, il suo romanzo d'esordio, che si rivolge proprio agli adolescenti e tocca un altro tema di grande attualità, l'uso degli stupefacenti e il grande vuoto, il malessere che sembra abbracciare molti ragazzi».

«È evidente - spiega Parmeggiani - che soprattutto i più giovani, crescono in un mondo che offre loro continui stimoli digitali, attraverso l'accesso ai social network, ai giochi, alla musica, a video di ogni tipo. Attraverso gli strumenti tecnologici i giovani comunicano e, spesso, conoscono nuove persone, acquisiscono informazioni e vanno alla scoperta del mondo, addentrandosi, a volte, anche nella sfera più intima, quella affettiva e sessuale.Non nascondiamoci dietro a un dito, si tratta di bisogni universali, che esistono a prescindere dalle tecnologie. Mi rendo conto però di quanto per noi adulti a volte, sia difficile comprendere che per i ragazzi le interconnessioni tra vita e tecnologia sono la normalità. È vero che alcuni rischi che fanno parte del mondo digitale possono non essere percepiti come tali dai giovani alla scoperat del loro mondo: è dunque compito degli adulti, inclusi gli insegnanti, affrontarli con l'obiettivo di informare per prevenire, nei limiti del possibile».

«Assistiamo spesso - conclude Marcello Targi Parmeggiani - ad atti di violazione della privacy da parte di adulti e ragazzi che, coprendosi con l'anonimato, utilizzano il cellulare ed Internet senza rendersi conto che interazioni con utenti sconosciuti, esplorazione di contenuti non adatti, siti pro anoressia, diffamazione, pubblicazione di messaggi e immagini su altre persone di tipo privato a volte non sono solo pericolosi, ma hanno anche potenziali ricadute penali. L'intento del corso? Più che una riflessione sul bullismo elettronico, abbiamo cercato di offrire degli spunti per una maggiore educazione al rispetto, alla cittadinanza digitale».

(m.t.)

 

 

 

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