Gli studenti del Formiggini sono donatori
Continuano le operazioni di proselitismo dei volontari Avis nelle scuole di Sassuolo. L'altra mattina alcune decine di ragazzi del liceo Formiggini (nella foto) hanno effettuato il prelievo...
Continuano le operazioni di proselitismo dei volontari Avis nelle scuole di Sassuolo. L'altra mattina alcune decine di ragazzi del liceo Formiggini (nella foto) hanno effettuato il prelievo preliminare. «Quella con le scuole – ha dichiarato sul posto il presidente Flaminio “Mimmo” Casoni - è un'attività su cui siamo abbastanza forti. Abbiamo due volontari, Valerio e Carmelo, che veramente da anni fanno un lavoro egregio. Oggi siamo qui al liceo, dove facciamo 50 sessioni di prelievo preliminari, il che vuol dire che ci saranno 50 potenziali nuovi donatori, ma non siamo solo qua. Siamo anche al Baggi e in altri istituti. Nell'arco dell'anno mediamente ci sono un centinaio di ragazzi che vengono a fare i prelievi preliminari per diventare donatori; magari non tutti hanno i requisiti, però una buona parte diventa donatore e per noi è veramente linfa vitale, come amo dire. Poi magari nel tempo questi si potranno anche perdere, ma come dice il nostro presidente provinciale “di Avis non si guarisce mai”, quindi tutti questi ragazzi che negli anni abbiamo contattato e mediamente ne contattiamo tanti, poi restano vicini alla nostra associazione». «Questa è una scuola che ha una buona rispondenza – aggiunge Valerio Torri, uno dei volontari di questo servizio – ma anche le altre rispondono bene. Tutti gli insegnanti si impegnano in queste attività, sono dei donatori e non riusciremmo ad avere questa rispondenza senza il loro aiuto e il loro contributo. Questa è una scuola in cui i due terzi sono ragazze e loro sono più generose. Sono di più le donatrici di 19/20 anni che i donatori. Con il liceo noi abbiamo un ottimo rapporto, ma è buono anche con le altre scuole». Un breve intervento anche da due ragazzi. «Donare è un ottimo gesto – dice Francesco Pugnaghi – e dovremmo farlo tutti. Io sono a positivo ma per qualsiasi persona c'è bisogno del sangue o, per esempio, delle piastrine, per chi riesce e vuole. È un gesto di altruismo e mi permette anche di essere controllato». «Ho saputo di questo da un progetto – aggiunge Edna Baroni - che ci ha presentato l'Avis in maniera dettagliata. Dopo una conferenza con alcuni membri dell'avis ci è stato chiesto si volevamo diventare donatori ed eccomi qua».(al.sci.)
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