La sinistra Pd scrive a Renzi: congresso vero prima delle urne
In un documento si sollecita l’immediata convocazione delle assemblee cittadina e provinciale No elezioni anticipate, fiducia confermata al governo Gentiloni e critiche a “certe alleanze elettorali”
«Il Pd convochi il congresso il prima possibile». È la richiesta presentata ieri dalla Sinistra Pd al segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi. Un ex premier già sfiduciato dall’ex presidente del Pd, Gianni Cuperlo, e che ora dovrà esaminare la richiesta dell’assemblea provinciale modenese. Il gruppo ha chiesto «l’immediata convocazione delle nostre assemblee cittadine e di quella provinciale» in vista del congresso.
Dalla riunione (a porte chiuse) è trapelato che il tema sul futuro del segretario non è stato indicato come prioritario. Di fatto, l’assemblea dovrebbe però portare all’elezione di un successore. I rappresentanti modenesi hanno assicurato che «la fase congressuale non deve essere interpretata come una conta interna per vedere chi vince e per ridurre al silenzio chi è in dissenso, ma deve servire a definire con chiarezza la nostra identità e le nostre proposte».
Insomma, niente duelli né personalismi come enunciazione di principio. Confermata la fiducia al governo Gentiloni (da cui sono attese risposte), serve uscire dalla logica «dei facili slogan o della enunciazione di obiettivi su cui a parole siamo tutti d’accordo, ma che poi vorremmo vedere declinate in modi anche radicalmente diversi: lavoro, diseguaglianze, scuola e formazione, welfare, sviluppo». Punti su cui l’ex presidente del Consiglio aveva insistito molto.Tuttavia, per gli scriventi la pagella è negativa, tanto da chiedere la convocazione «con forza, senza banalizzazioni o scorciatoie». Una scorciatoia come le elezioni anticipate, richieste anche da parte del Pd.
I rappresentanti modenesi hanno criticato tale desiderio per quattro fattori; innanzitutto, perché «comporterebbe un indebolimento per il nostro Paese e per il nostro partito, appena uscito da una sconfitta a cui non sa dare risposte e dilaniato da fratture interne che potrebbero portare a una spaccatura senza ritorno».
C’è poi il rebus della legge elettorale. Inoltre, occorre un’autocritica «sull’uso fallimentare di slogan che aprono autostrade ai demagoghi di turno». Infine, è giunta una critica su «alleanze elettorali che guardano più al centro, se non a destra, che a sinistra». Non è un caso che proprio ieri sia giunta da Sinistra Italiana una sorta di “dichiarazione di non subalternità” al Pd.
Un Partito Democratico senza dubbio sconfitto al referendum costituzionale e alle amministrative, ma in cui sembra aver vinto la politica della polvere sotto il tappeto.
«È mancata un’analisi critica delle cause che hanno determinato queste sconfitte - hanno denunciato gli esponenti di Sinistra Pd Modena - quando non le si è banalizzate, riconducendole a una incapacità di comunicazione dei buoni contenuti delle nostre proposte».
Gabriele Farina
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