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Roberto, vita e faccia da sosia di Vasco Rossi

Roberto, vita e faccia da sosia di Vasco Rossi

«La gente spesso mi ferma per strada e mi chiede una foto... un autografo»

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ZOCCA. Quando entra nei locali gli chiedono l’autografo e lo scrutano attentamente: la vita da sosia di Vasco Rossi è incentrata sulla voglia di rendere omaggio al mito vivente del Blasco. Una condizione che porta con sé anche aneddoti divertenti e circostanze curiose. «Come quando al Bibap, una vecchietta è entrata, mi ha avvicinato e mi ha detto: “Ah, Vasco, lo sapevo che lei era qui perché fuori ho visto i fan”, mentre, in realtà, Vasco era a Los Angeles in quel periodo», racconta, divertito, Roberto Costanzini, di professione socio in una ditta grafica di Modena e sosia di Vasco Rossi. La somiglianza tra Roberto e il Blasco è impressionante. «Mi scambiano spesso per Vasco. Io ne sono onorato. Il Blasco mi ha autografato il cappellino, la giacca e io, il suo autografo, me lo sono tatuato sull’avambraccio – prosegue Roberto – La passione per Vasco risale agli anni Ottanta durante un memorabile concerto al Braglia, e si consolida sempre più: ci siamo incontrati parecchie volte». (s.a.)

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