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Sinistra Italiana: «Siamo noi l’alternativa»

Oltre cento alla palazzina Pucci rivendicano il ruolo di «partito degli sfruttati non ai piedi di Bersani»

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Essere («il partito degli sfruttati») e non essere («ai piedi di Bersani»): questo è il programma. Sinistra Italiana ha mosso un nuovo passo in città.

Alla palazzina Pucci sono affluite oltre cento persone in un’assemblea preparatoria per il Congresso di Rimini. Tra il 17 e il 19 febbraio sei loro delegati provinciali concorreranno in Romagna al voto del segretario nazionale e sottoscriveranno un documento con 16 tesi. Intendono costituire un’alternativa alle correnti esistenti.

«Recuperiamo la tradizione di sinistra dello stare dalla parte dei più deboli perché diventino più forti», ha esortato il consigliere regionale (ex Pd) Yuri Torri. Proprio il rapporto con il Partito Democratico è uno degli elementi su cui s’è discusso con più forza.

«Sarebbe un errore gravissimo gettarci ai piedi di Bersani - ha affermato Enrico Matacena - perché il marchio della subalternità ci ha rovinato. Stare con il Pd darà pure qualche poltroncina, ma noi siamo il partito degli sfruttati».

Eriuccio Nora ha invitato all’autocritica, domandando «un passo indietro al segretario e al coordinatore nazionale». Per lui il nuovo soggetto deve essere «di sinistra, ecologista, di governo (ma non a tutti i costi), non chiuso e antagonista, non velleitario». «Se aspettiamo di avere subito il 51% dei voti - ha ribadito Gianni Ballista - l’acqua non macina più».

C’è stato poi il capitolo sulle alleanze. «La prima dobbiamo farla con il primo partito italiano - ha garantito Luca Fedrigotti, già coordinatore di Sinistra ecologia libertà nelle Terre d’Argine - ovvero con chi non va a votare. Poi arrivano la gente del Pd e i comitati referendari». Critico Fedrigotti sul tema del 4 dicembre. «Abbiamo vinto il referendum costituzionale - ha ribadito l’ex democratico di sinistra - ma sembra che nessuno l’abbia vinto. Un partito responsabile avrebbe parlato con i nostri referenti per capire come rilanciare i principi fondamentali della Costituzione, a Roma come a Modena. Non dimentichiamo che si voterà a Novi, Castelnuovo e Vignola. Abbiamo tante alternative alle ronde e alle persone che si armano per conto proprio». Claudio Riso ha chiesto interventi certi su temi aperti (come le rivendicazioni sociali a Sassuolo e Castelnuovo), criticando i voucher. Capitolo affrontato da Simone Fana, che ha rilanciato: «un’alternativa può essere fatta soltanto essendo radicali». «Aumentiamo gli stipendi di chi lavora», ha aggiunto Enrico Monaco. (g.f.)

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