Gazzetta di Modena

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«Smog oltre ogni limite: stop a nuovi insediamenti»

di Gabriele Bassanetti
«Smog oltre ogni limite: stop a nuovi insediamenti»

Fiorano. Il M5s ha chiesto una moratoria per l’area del distretto ceramico «Il sindaco vieti anche l’ampliamento per incrementare la produzione»

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FIORANO. Una moratoria a nuovi insediamenti industriali e a qualunque aumento di capacità produttiva con conseguenti emissioni. È la richiesta che il Movimento 5 Stelle ha fatto in consiglio comunale al sindaco di Fiorano Francesco Tosi, mettendo in evidenza la situazione disastrosa dei livelli di emissioni inquinanti sul territorio. La crisi legata alla qualità dell'aria è innegabile. Non a caso Sassuolo e Formigine - perché sono gli unici due comuni del distretto che hanno una popolazione superiore ai 30mila residenti - hanno varato una domenica a circolazione zero. Vecchio e spinoso problema quello delle emissioni e dell’inquinamento nell’area del distretto ceramico e che ora i grillini chiedono di affrontare con provvedimenti drastici.

«È urgente - ha spiegato il capogruppo M5S Giuseppe Amici individuare interventi strutturali idonei a fronteggiare la grave situazione. Serve l'incrocio di tutti i dati che sono già in possesso delle varie agenzie interessate al tema: dati di inquinamento aggiornati nei vari Comuni; i dati aggiornati di emissioni di tutti gli impianti presenti, sia industriali che energetici; i dati legati al ciclo dei rifiuti. E poi Istituto superiore di sanità e Usl devono rendere noti i numeri su consumo di ossigeno terapeutico, prescrizione di Ventolin e tracciare così un quadro preciso della situazione ambientale e sanitaria che non permetta più di nascondere la testa sotto la sabbia». «Fino a quel momento - attacca il Movimento - l'unica strada percorribile è la moratoria alla nascita di nuovi siti industriali, vietare le autorizzazioni a nuovi impianti che comportino combustione, divieto di ampliamento e modifica di quelli esistenti. Invece abbiamo continue concessioni di aumenti per immissioni in atmosfera, come di recente è accaduto per la Savoia in via Ghiarola nuova e per l'incremento di capacità produttiva di Ita spa in via Viazza. Il sindaco deve prendere provvedimenti e opporsi come suo dovere a questi aumenti per motivi di salute pubblica». I provvedimenti presi di recente dall'amministrazione riguardavano gli impianti di riscaldamento, con obbligo di non superare i 19 gradi di temperatura impostata e di spegnere le stufe a pellet e i camini a legna. Ma non hanno riguardato impianti industriali, che secondo i dati forniti dal Comune stesso contribuiscono all'emissione di polveri per il 12 per cento (contro il 45 per cento dei veicoli e il 40 per cento degli impianti di riscaldamento).

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