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L’AVVOCATO DEL POLACCO CHE HA VISSUTO SOTTO FALSO NOME

«Vogliamo riaprire il processo»

«Vogliamo riaprire il processo»

«Piotr fu vittima di un complotto perché iscritto a Solidarnosc»

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ZOCCA. «Pronti a riaprire il caso dell'agosto 1985 se la Polonia chiede l'estradizione, per dimostrare che Piotr Turkiewicz fu vittima di un complotto architettato dal regime filosovietico». Così ieri l'avvocato Francesco Murru ha prospettato gli sviluppi della vicenda che ha spiazzato Zocca: l'arresto, mercoledì sera da parte dei carabinieri, dell'uomo che per dieci anni è vissuto in paese sotto il falso cognome di Skalski per sfuggire a un mandato di arresto disposto nel 2005 dall'Interpol per lo stupro e l'omicidio di una ragazza nella provincia di Jeleniogorskie. Al suo avvocato l'uomo ha raccontato che l'omicidio fu compiuto da un amico della ragazza che però era protetto in quanto parente stretto di un ufficiale di polizia, e che lui fu incastrato perché elettricista iscritto al sindacato di Solidarnosc. Fu costretto a firmare una confessione dopo tre settimane di tortura e nell'unica udienza del processo gli fu detto che se avesse ritrattato sarebbe stato condannato a morte. «Ho dato mandato a un collega di Varsavia di andare a prendere il fascicolo di quel processo per esaminarlo e vedere se si può chiedere la sua revisione nella Polonia democratica di oggi. Peraltro pare che lì a 30 anni dai fatti non vi sia più possibilità di carcerazione, ma dobbiamo verificare«. Intanto, nel paese per cui Piotr era quasi uno sconosciuto, emerge la testimonianza di una dei pochi che lo vedeva spesso: la fioraia dell'Angolo Verde, nella centralissima via Tesi. «Sono rimasta scioccata quando ho saputo dell'arresto – sottolinea Pia Canovi – lo conoscevo come un gigante dal cuore buono: veniva spesso qui per comprare fiori per la compagna Magda. Non solo per feste e ricorrenze: capitava anche in giorni qualsiasi. Si mostrava sempre gentile e sensibile: so che una volta ha anche ospitato a casa sua un ragazzo italiano che non sapeva più dove andare». (d.m.)

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