Gazzetta di Modena

Modena

Sassuolo, Bar Terminal sotto assedio Terza spaccata in due mesi

di Alfonso Scibona
Sassuolo, Bar Terminal sotto assedio Terza spaccata in due mesi

Ancora un furto di notte alla stazione: scardinata la vetrina con un piede di porco Il titolare: «Siamo del tutto indifesi. Vado avanti con la forza della disperazione»

3 MINUTI DI LETTURA





«Questa volta, quando è scattato l’allarme e siamo stati chiamati dalla vigilanza, ho deciso di restare a casa, a letto. Non ne posso più: tre volte negli ultimi due mesi, oltre 40 volte da quando ho aperto questo bar, mi sembrano davvero troppe».

A parlare così è Luigi Benassi, titolare del bar Terminal, alla stazione dei pullman e dei treni per Modena. L’altra notte l’ennesima beffa. Qualcuno con un grosso piede di porco ha cercato prima di spaccare la vetrata della porta laterale, poi lo ha adoperato per scardinarla ed entrare. Una volta nel locale quello che maggiormente attira è il tabacco ed i “Gratta e vinci” (come è successo di recente anche in via Matteotti) ed è in quella direzione che i malviventi, si presume due persone, si sono diretti, dandosela a gambe poco dopo che era scattato l’allarme. I carabinieri sono arrivati sul posto e non hanno potuto fare altro che constatare l’accaduto, invitando poi la moglie e la figlia di Benassi, giunte sul posto, a fare la conta dei danni e presentare relativa denuncia contro ignoti.

Sconcerto anche tra la clientela del bar, un misto di studenti, operai e pensionati, di diverse nazionalità: «Ci vorrebbe la pena di morte - ha sbottato qualcuno - per mettere davvero paura a certa gente che va in giro per strada nella notte a fare di questi regali a chi lavora per mantenere la propria famiglia. Essere continuamente presi di mira non è accettabile e le telecamere e gli allarmi servono fino ad un certo punto, se poi mancano certezza della pena e di farla scontare per intero».

La collocazione del bar è anche strategica, si fa per dire, ad episodi di criminalità: alla fine del lungo piazzale delle corriere, proprio a ridosso del muro di cinta tra la ferrovia ed il quartiere, immerso nel buio.

«Mi sento indifeso – continua ancora il titolare del bar – e questo non per dare colpe alle forze dell’ordine, che arrivano anche in tempi brevi, se non impegnati in operazioni che le tengono a distanza. Con episodi di questo genere la delusione e l’amarezza sono sentimenti che ti invadono e ti fanno stare male. Essere assicurati non è una garanzia totale per quanto riguarda il rientro delle spese che si sostengono dopo colpi di questo genere. Le garanzie diventano sempre meno e l’esposizione sempre maggiore ma, alla mia età, cosa vado a fare? Quale alternativa mi resta se non cercare di andare avanti con la forza della disperazione? Null’altro».

La zona potrebbe rientrare nel progetto di riorganizzazione dell’intera area che il Comune sta cercando di portare avanti con Unicredit, per il rifacimento del piazzale adibito a parcheggio e una nuova illuminazione della zona, che scoraggi i malviventi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google