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Bastiglia, ladri dai Grani: casseforti aperte Rubati soldi, diamanti e ricordi

Bastiglia, ladri dai Grani: casseforti aperte Rubati soldi, diamanti e ricordi

Bottino da 50mila euro. I banditi hanno fatto suonare l’allarme tre volte prima di colpire. Lo sfogo del titolare: «Serve una legge che tuteli la proprietà privata, altrimenti diventerà una guerra»

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BASTIGLIA. Non è il primo furto che la Grani & Partners deve subire, ma stavolta la rabbia aumenta esponenzialmente al momento della conta del bottino. Sono spariti soldi, custoditi nella cassaforte, e piccoli diamanti della collezione “Gioielli del cuore” ma è sparito anche un cuoricino rosso, il ricordo di una famiglia distrutta da un lutto e che per i Grani ha forse più valore di dollari, euro e preziosi. I ladri stavolta sapevano come muoversi, avevano pianificato il colpo nel dettaglio, volevano entrare e da giorni studiavano il metodo migliore. Il piano è scattato sabato notte e si è sviluppato in tre momenti come del resto dimostrano i tre allarmi scattati. Con dello spry speciale sono stati messi fuoriuso i sensori esterni e che ora si sta valutando se sostituire.

Ma l’obiettivo del gruppo era il bottino custodito all’interno, in tre cassaforti. Una volta negli uffici e certi che carabinieri di Bomporto e vigilanza privata non sarebbero più tornati dopo gli altri due sopralluoghi, il gruppo ha potuto agire indisturbato. Ha trovato le tre cassaforti e le ha aperte, rovistando poi nei cassetti e portandosi via anche banconote in euro e dollari - valore di circa 5mila euro - e i diamantini della collezione di moda.

«Siamo in guerra - dice arrabbiato Enrico Grani - Ormai non se ne può più di questi ladri. Io non me la prendo neppure con loro, magari devono sfamare una famiglia. Non posso però più tollerare che la proprietà privata venga umiliata. I politici devono capire che la misura è colma e qualcuno potrebbe perdere la testa di fronte a tanta criminalità. Io non sparo, ma c’è chi rischia di finire nei guai perché ormai esasperato. Servono pene certe, abbiamo magistrati e forze dell’ordine bravissimi ma non sanno più come fare. Penso al maresciallo di Bomporto che sabato è venuto due volte nella notte e se poi avesse arrestato i ladri? Li avrebbe poi visti rimessi in libertà dopo poco. Non vengano a dirci che le carceri sono piene, glieli troviamo noi i soldi per farne di nuove, basta però che chi va a rubare a casa di altri stia davvero in galera». (fd)

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