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Comitato salute ambiente: "Secchia, cassa in funzione «Ma va al contrario»

Comitato salute ambiente: "Secchia, cassa in funzione «Ma va al contrario»

L'anomalia esiste da almeno 20 anni: la cassa di espansione del Secchia funziona al contrario con la conseguenza che in fase di piena il bacino (tecnicamente chiamato di derivazione) risulta parzialmente colmo, e quindi con meno capacità rispetto ai 16 milioni di acqua previsti.

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CAMPOGALLIANO L'anomalia esiste da almeno 20 anni: la cassa di espansione del Secchia funziona al contrario con la conseguenza che in fase di piena il bacino (tecnicamente chiamato di derivazione) risulta parzialmente colmo, e quindi con meno capacità rispetto ai 16 milioni di acqua previsti.

Un fatto insolito, notato da 20 anni a questa parte però solo dai pescatori che si recano in zona per l'attività sportiva, e portato per la prima volta all'attenzione pubblica dal Comitato salute ambientale di Campogalliano che a ottobre 2016 ha deciso di scrivere una lettera per informare dell'anomalia Regione, Protezione civile e i sindaci dei 16 comuni lungo il corso del Secchia. «Nessuno in tutti questi anni si è mai posto il problema, ma esiste. Prima non era così.

Quando si alza il livello delle acque del fiume, la diga rallenta il flusso della piena e fa entrare l'acqua nella cassa di derivazione. Da qualche anno però abbiamo visto che non è più così.

L’acqua della piena anziché fare questo percorso entra nella cassa di derivazione dal canale di scarico. Questo può significare alcune ipotesi: che i livelli diga e canale di ingresso cassa di derivazione non sono più adeguati; o che il fiume più a valle rallenta lo scorrimento dell’acqua verso la foce.

Aspettiamo risposte puntuali da Aipo», denuncia il Comitato. Il fenomeno si è ripresentato anche ieri, lunedì, ben visibile dalle due diverse colorazioni assunte dall'acqua all'interno della cassa di derivazione: color marrone (quello dell'acqua del Secchia in piena) da un lato, e colore turchese (l'acqua solitamente dentro la cassa) da un altro.

La relativamente nuova anomalia è l'ultima di una serie di problemi mai risolti che da anni avvolgono la cassa di espansione del Secchia costata 296 milioni di lire e progettata a partire dal 1974. Oltre all'infiltrazione d'acqua che si è resa visibile nella diga durante la piena del 29 febbraio 2016, sull'intera infrastruttura idraulica pendono una serie di problemi come l'assenza del certificato di collaudo finale (completo riempimento e prove di tenuta della cassa di espansione) previsto dalle normative che ne attesti la completa funzionalità.

Ai problemi mai risolti, nel 2015 si aggiunge un nuovo capitolo con lo stanziamento di 20 milioni di euro da parte della Regione per aumentare il volume da 16 a 20 milioni di metri cubi d'acqua della cassa di espansione del Secchia . (m.a.)

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