«Con i rincari più abbonamenti»
Seta, sindacati attaccano: «Mezzi vecchi, vanno a fuoco o si rompono per strada»
Aveva ragione chi diceva che per aumentare i passeggeri sugli autobus era decisivo l’abbassamento dei prezzi. E così è stato anche se l’aumento del singolo biglietto comprato in tabaccheria ha sollevato un vespaio.
Puntualmente Seta ha esibito ieri le cifre con le quali si presenta all’incontro con i soci, ovvero i Comuni dell’ex Consorzio Trasporti, mettendo sul tavolo i 72 mila viaggiatori in più che hanno utilizzato i mezzi pubblici a Modena da agosto a dicembre, da quando cioè sono stato offerti i blocchetti di 6 biglietti a 8 euro e quelli da 10 tagliandi a 12; in quest’ultimo caso il prezzo resta uguale a quello di prima, mentre il singolo biglietto comprato per un viaggio occasionale costa sempre 1,50 euro, sia a terra che a bordo. Calo di quasi il 10% anche per gli abbonamenti mensili per studenti, scesi da 33 a 30 euro.
«In questo modo - ha commentato con misurato ottimismo il presidente Seta, Vanni Bulgarelli - abbiamo rimesso mano alle tariffe per tutti, privilegiando gli abbonati che hanno potuto usufruire di un riequilibrio e siamo stati premiati con 2.081 tessere in più. Su questo versante abbiamo avuto maggiori entrate pari a un +5,6%; unite ai maggiori introiti dei biglietti abbiamo recuperato risorse da investire nei servizi e nei mezzi».
L’obbiettivo strategico è quello di avvicinarsi il più possibile alla soglia del 36% di costi a carico degli utenti, così come previsto dalla legge. Ora Modena ha fatto un passo avanti portandosi dal 29% a poco più del 30%: «Se le premesse dei decreti in corso di emanazione verranno matenute - conclude Bulgarelli - noi potremo avere davanti uno scenario più favorevole per quello che riguarda le entrate statali. Nel piano dei trasferimenti, dei rimborsi statali alle imprese di trasporto, il maggiore o minore tasso di copertura dei costi inciderà, in proporzione, sulle erogazioni dal bilancio statale alle aziende del trasporto locale».
Ma è sulla qualità dei servizi offerti che invece attaccano i sindacati degli autisti che chiamano in causa la sicurezza dei mezzi. «Vediamo corriere che vanno a fuoco - dicono in una nota congiunta tutte le sigle che raccolgono la totalità degli autisti - Riscaldamenti che non funzionano, autobus che girano con pezzi di carrozzeria mancanti, mezzi che al mattino non partono o sono costretti a rientrare perchè durante il servizio hanno avuto dei problemi. Seta fa acqua da tutte le parti. Purtroppo ci si ritrova a dover prendere atto che invece di fare passi avanti si è andati abbondantemente indietro, sia per la programmazione sia per il trasporto pubblico. Seta, invece che una azienda di servizi, sembra più una azienda di disservizi». (s.c.)
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