Itinerari / Da Foce a Giovo occhi sgranati sulla Val di Luce
Da Casa Coppi si sale al confine con la Toscana raggiungendo la vetta all’Alpe Tre Potenze
Escursione nella valle delle Pozze, nota oggi come Val di Luce, percorrendo l'antica strada ducale della Foce a Giovo e arrivando infine sulla massima sommità della vallata, l'Alpe Tre Potenze, il cui nome deriva dal fatto che essa segnava il confine fra tre antiche potenze, ovvero il Granducato di Toscana e i Ducati di Modena e Lucca.
Orientata perfettamente in direzione nord-sud, la valle delle Pozze è una tipica valle di origine glaciale a forma di “U” circondata da alte montagne. Fin dalla metà degli anni Trenta, l'ing. Farinata degli Uberti acquistò l'intera vallata per sfruttarne le potenzialità a livello turistico.
A causa della guerra però nel 1942 i lavori vennero sospesi; a testimonianza di questo periodo restano tre edifici a "pietra vista" che ancora oggi si distinguono per il loro stile di epoca fascista. Il nome Val di Luce gli venne dato agli inizi degli anni Sessanta, quando l'area sciistica venne rilanciata e trasformata nella sua forma attuale.
La nostra escursione parte da Casa Coppi, circa a metà della vallata; da qui si percorre la bellissima strada ducale fino alla Foce a Giovo al confine con la Toscana. Questa strada fu costruita tra il 1819 e il 1823 per volere soprattutto della duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone, che voleva una via di comunicazione col nord Italia senza dover attraversare i territori del Granducato di Toscana con cui non aveva buoni rapporti. Se a Lucca la strada poteva risultare utile, non altrettanto lo era per Modena che era già collegata con la Toscana tramite la via Giardini al Passo dell'Abetone, a pochi chilometri di distanza. Il duca Francesco IV d'Este accettò l'idea della costruzione della nuova strada in cambio della cessione del territorio di Castiglione in Garfagnana. Nonostante fosse stata costruita a regola d'arte e con pendenze modeste (non superiori all'8%) la via della Foce non ebbe grande successo perché superava il crinale appenninico ad un passo troppo elevato (1664 m slm).
Il valico, più alto dell'Abetone di ben 274 metri, risultava ingombro di nevi per molti mesi all'anno e difficile da tenere aperto a causa dei venti gelidi che formavano grossi accumuli. Per questo motivo i tecnici lucchesi proposero il superamento del valico in galleria, ma le spese di traforo della montagna apparvero eccessive e l'idea fu abbandonata. Nel 1847 il ducato di Lucca venne incorporato nel Granducato di Toscana e la strada venne progressivamente abbandonata. Infatti, anche per i Lucchesi da quel momento risultò più comoda e sicura la via Giardini.
Da Casa Coppi la strada risale le pendici del Balzo delle Rose con alcuni tornanti fino a raggiungere la dorsale; qui svolta decisamente in direzione sud raggiungendo la Foce con una salita molto graduale (circa 150 metri di dislivello per 5 km di sviluppo). Durante questo tratto, splendido è il panorama sulla valle delle Tagliole con sullo sfondo lo scenario del Giovo, della Grotta Rosa, dell'Altaretto e del Rondinaio che da questo versante mostrano il loro lato più roccioso e impervio.
Giunti alla Foce, si lascia la strada ducale che scende in Toscana e si percorre in direzione est il crinale fino a raggiungere dapprima la sommità della Femmina Morta e quindi la vetta dell’Alpe Tre Potenze.
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