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il caso via legnago

Pd e Rossi contro Venturelli: «Forse deve cambiare aria»

Pd e Rossi contro Venturelli: «Forse deve cambiare aria»

«Imparare non è mai troppo tardi, verrebbe da dire; come già facemmo notare quest’estate sulla questione Cerform, per il consigliere Venturelli, fare opposizione ai propri gruppi di maggioranza è...

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«Imparare non è mai troppo tardi, verrebbe da dire; come già facemmo notare quest’estate sulla questione Cerform, per il consigliere Venturelli, fare opposizione ai propri gruppi di maggioranza è stata l’unica possibilità di essere visibile e allo stesso tempo rimanere chiuso in una sfera politica e personalistica di vuoto assoluto». Lo affermano Renzo Catucci consigliere Pd e Antonio Rossi consigliere della lista Pistoni. «Il bravo consigliere “dissidente” – continuano - sulla viabilità di Via Legnago non ha mai condiviso una discussione con il gruppo e tanto meno ha fatto sentire il proprio parere durante gli incontri di maggioranza, dove si è discusso anche con passione sul tema. Forse questo comportamento in solitario è un nuovo stile di fare politica? Avere un’opinione non significa esprimere in libertà il proprio pensiero senza confrontarsi all’interno del gruppo che si è scelto. Caro Gino, pensare di sottrarsi alle dinamiche della convivenza politica a proprio piacimento non è più tollerabile, da parte tua è venuto meno il rispetto delle persone che compongono la tua ex maggioranza; forse è davvero arrivato il momento da parte tua di cambiare orizzonti politici, forse hai bisogno di provare nuove emozioni e fare nuove esperienze per realizzarti compiutamente».

Se gli alleati ne parlano così, ecco cosa dice sul tema Claudia Severi di Forza Italia. «La risposta data dal sindaco di Sassuolo al consigliere e suo compagno di partito Venturelli sulla questione di via Legnago – dice - preoccupa non poco. Da questa appare infatti evidente come il confronto ed il dibattito sul se e come mantenere o meno il senso unico, contestato da migliaia di cittadini firmatari la petizione, sia affrontato dall’amministrazione più come una questione all’interno del Pd sassolese che come una questione che coinvolge la città. Il suo piccato intervento infatti non toglie e non aggiunge nulla alla discussione in corso ma risulta palesemente motivato solo da una lite e da una divisione tutta interna al partito democratico». (al.sci.)

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