Stupra la ex: condannato a cinque anni
Formigine. Lei tornò a casa per prendere i vestiti e lui la violentò stringendola al collo: ieri la sentenza
FORMIGINE. Cinque anni di carcere è la sentenza di condanna per un trentenne marocchino (regolare e fino a pochi mesi fa dipendente di una azienda) per aver stuprato la sua ex. La sentenza, giunta la termine di un processo con rito abbreviato, comprende già lo sconto della pena previsto dalla legge ma anche l’aggravante di aver abusato della ex convivente.
Il caso scabroso è in realtà la coda di una lugubre vicenda fatta di persecuzioni, accuse infondate e umiliazioni per una infermiera formiginese di 32 anni.
La donna si era innamorata di un trentenne marocchino con tutte le carte in regola: permesso di soggiorno, lavoro fisso, simpatico, gradevole e così via. I due decidono così di andare a vivere insieme e prendono a casa a Formigine. Dopo alcuni mesi, nel gennaio 2016, lui inizia a tormentarla con accuse infondate di tradimento. Scenate di gelosia continue che spingono la donna ad aprire gli occhi e ad andarsene con tutto il dolore che si porta dietro la fine di una relazione. Intanto il risentimento di lui cresce. Inizia a telefonare senza sosta, a mandarle messaggi, persino a seguirla, a farle la posta sotto casa e vicino al lavoro. Lei si rivolge alla Questura e chiede l’avvertimento per stalking. Ma l’avvertimento non arriva in tempo. Un giorno di agosto lei si presenta nella loro casa. Vuole solo prendere i vestiti e sparire. Lui racconterà che lei è in realtà andata lì per riappacificarsi. Ma lei ha sempre negato. Fatto sta che dopo il rapporto sessuale è andata la pronto soccorso. I medici hanno constatato che aveva segni evidenti al collo. Lei racconta di essere stata violentata mentre lui per tenerla ferma la stringeva al collo con violenza soffocandola. I carabinieri lo hanno arrestato. Da allora si trova a Sant’Anna. La difesa ha chiesto per lui i domiciliari.
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