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investimento da 96 milioni

Aumento Unicredit Fondazioni in campo

La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione Cassa Risparmio di Modena hanno deciso di procedere ad una sottoscrizione dell’aumento di capitale di Unicredit. Un impegno di spesa...

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La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione Cassa Risparmio di Modena hanno deciso di procedere ad una sottoscrizione dell’aumento di capitale di Unicredit. Un impegno di spesa oneroso, che - tuttavia - tengono a precisare i vertici delle Fondazioni «Non provocheranno alcuna variazione sulle erogazioni previste per i progetti delle due Fondazioni». Laddove per progetti va inteso quelli già messi in campo per il 2017. Quanto al futuro si vedrà.

La scelta di aderire all’aumento di capitale consentirà «alle Fondazioni di assumere le decisioni in piena autonomia, - spiega una nota - Carimonte Holding, nell’interesse della miglior gestione del patrimonio dei suoi soci, ha riassegnato ad entrambe le fondazioni le azioni detenute in Unicredit». La Fondazione del Monte, che ha assunto la decisione all’unanimità, sottoscrive l’aumento di capitale per una percentuale pari al 60% della quota di spettanza e per un esborso netto di circa 11 milioni di euro. «Questo aumento non comporterà per la Fondazione alcuna forma di indebitamento e non comprometterà la propria solidità patrimoniale. In questo modo la Fondazione del Monte rimane all’interno del protocollo di intesa Acri-Mef che impedisce di concentrare su un solo asset oltre il 33% del proprio patrimonio».

La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha deciso di procedere alla sottoscrizione dell’aumento di capitale di UniCredit fino a un esborso complessivo di 85 milioni di euro. In questo modo la quota percentuale di partecipazione si attesterebbe allo 0,50 per cento del capitale di UniCredit, contro l’1,40 per cento detenuto prima dell’aumento di capitale. Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Paolo Cavicchioli, commenta «la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena intende sostenere il piano di rilancio del gruppo secondo criteri che garantiscano il volume di erogazioni già programmato. Riteniamo che la scelta di aderire all’aumento di capitale risponda al meglio al principio di conservazione e valorizzazione del patrimonio investito in UniCredit che ha visto la Fondazione quale azionista storico e della banca conferitaria. Al contempo – conclude – consente di mantenere l’esposizione verso UniCredit entro i limiti fissati dal Protocollo d’Intesa sottoscritto da Acri e Ministero delle Finanze, con diversificazione del patrimonio».

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