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mirandola. Il caso polizia europea

Bozzolan: «Sede chiusa e venti espulsi per gravi abusi»

Bozzolan: «Sede chiusa e venti espulsi per gravi abusi»

MIRANDOLA. Bruno Bozzolan, 71enne presidente provinciale di Aeop, l’associazione della Polizia europea, ha una versione letteralmente opposta a quella denunciata da tanti suoi ex collaboratori a...

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MIRANDOLA. Bruno Bozzolan, 71enne presidente provinciale di Aeop, l’associazione della Polizia europea, ha una versione letteralmente opposta a quella denunciata da tanti suoi ex collaboratori a Mirandola.

«Anzitutto confermo quanto anticipato dal commissario Lenzi, inviato da Roma per gli accertamenti su questa vicenda. Non sono senatore, ero stato candidato e scelto, ma ho rinunciato, e sono invece laureato in ingegneria meccanica».

Nel merito della vicenda Bozzolan chiarisce: «Ero stato avvicinato a suo tempo da un aspirante volontario di Mirandola, che mi ha proposto la disponibilità sua e di un gruppo di volontari al suo seguito. Ho appreso solo in seguito che lui era stato espulso dall’altra associazione delle Gev, così come due altri, denunciati per reati a sfondo sessuale, che avevano omesso di dirmelo quando si sono associati da noi. Diciamo che all’inizio è andato tutto bene, poi mi sono progressivamente ritrovato spese e servizi non autorizzati, persino la stampa di migliaia di biglietti che qualificavano abusivamente quale presidente di Mirandola uno di loro, che ho inutilmente e più volte diffidato dal farlo. Era semplicemente il coordinatore, incarico senza titoli per evitare che il gruppo dovesser sempre far capo alla sede di Modena. Invece arrivò persino a chiedermi uno stipendio, oltre a promettere pagamenti non autorizzati per servizi di volontariato. In più, venivano utilizzate senza comunicazione e per usi privati le auto di servizio, viste più volte sotto casa di queste persone. Una con l’uso abusivo dei lampeggianti, come ho dovuto più volte sentirmi contestare dagli organi di polizia ufficiali. Anche il denaro dei servizi veniva gestito in modo del tutto irregolare. Nonostante solleciti e mail, di cui conservo copia, si è reso necessario un provvedimento drastico: il 3 ottobre scorso ho notificato le 20 espulsioni, e la chiusura della sede provvisoria di viale Gramsci. Da statuto, avevano tempo 7 giorni per chiedere chiarimenti, nessuno l’ha fatto...».

Bozzolan spiega il caso della mancata assicurazione dell’auto, addossandone la responsabilità ad un broker resosi irreperibile. «Ho comunque chiuso i conti e venduto le auto, per interrompere le irregolarità. Ora sono come tutti in attesa delle decisioni del commissario Renzi, che si è reso disponibile ad esaminare e spiegare le motivazioni delle espulsioni. Questa vicenda ha gettato un ingiusto e infamante discredito sull’associazione, ora dovremo fornire chiarimenti anche alla polizia municipale di Modena, così come mi sono sempre rapportato con il dottor Messina della Questura, indugiando fin troppo, prima di prendere la necessaria decisione di chiudere ed espellere». (ase)

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