Carpi, in 500 per dare l’addio alla piccola Martina, scomparsa a 11 anni
La bambina frequentava la prima alle medie Pio. Al funerale hanno partecipato amici e compagni: «Non ti dimenticheremo mai»
CARPI. Tutta la città piange la scomparsa della piccola Martina Gianasi, stroncata dalla malattia a soli 11 anni. Al funerale, che si è svolto ieri pomeriggio nella chiesa di Quartirolo, hanno preso parte almeno 500 persone che hanno ricordato le splendide qualità della bambina e si sono strette intorno ai genitori, Roberta e Stefano, e al fratello Francesco, per manifestare tutto il loro dolore per questa morte precoce e solidarietà.
Martina era una bambina sveglia e solare: frequentava la prima C alle Alberto Pio e aveva fatto le elementari al Sacro Cuore. La notizia della sua precoce scomparsa si è diffusa in fretta fra i genitori, suscitando uno strazio collettivo.
A celebrare la funzione religiosa, alla chiesa di Quartirolo, è stato don Antonio Dotti, il quale conosceva personalmente Martina. Presenti in chiesa tantissimi compagni di classe, le coccinelle che hanno attaccato alla piccola bara bianca un adesivo nero, per omaggiare l’11enne. «Siamo tutti distrutti per la morte di Martina - ha detto don Andrea Dotti - Sono tanti i pensieri che girano nel cuore e nella testa. Non è normale morire a 11 anni di tumore. La società in cui viviamo è inquinata e ammalata. Ci stiamo distruggendo. Martina ha testimoniato la sua fede in Gesù in tantissimi modi, partecipando con semplicità a tutti i momenti di preghiera fatti insieme. Fino a quando ha potuto ha ricevuto la comunione. Martina ha sempre cercato la felicità: suo malgrado, si è trovata accomunata a tutti gli esempi citati da Gesù e ha reagito da grande. Non ha avuto paura di iniziare le scuole medie. Lei era consapevole di poter scegliere e non ha lasciato passare oltre tutte le occasioni per sorridere alla vita. Ricordo quando ha tentato la fortuna alla pesca della nostra sagra. O quando scherzavamo con le statuine del presepe. Non la dimenticheremo mai» ha concluso don Antonio Dotti.
«Il tempo sta tutto in uno sguardo. L’infinito ci spalanca gli occhi, l’istante ce li richiude»: questa la frase con cui la famiglia di Martina ha voluto ricordarla, insieme a tante altre persone.
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