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Il giudice scarta la perizia sui tassi d’usura di Bonini

Il giudice scarta la perizia sui tassi d’usura di Bonini

“Operazione intoccabili”, la consulenza della Procura è stata chiesta troppo tardi quando l’indagine era già conclusa: non entrerà nel fascicolo del dibattimento

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“Operazione intoccabili”: fuori tempo massimo e quindi inutilizzabile la perizia sui calcoli usurari che avrebbe praticato Adamo Bonini. Lo ha deciso ieri mattina il giudice al termine della seduta dell’udienza preliminare, aggiornata al 16 giugno. È stato il difensore di Bonini, l’avvocato Luca Brezigar, a sollevare il problema: a suo avviso era inammissibile che quel documento fosse inserito nel fascicolo del giudice. L’argomento: il perito della Procura era stato incaricato addirittura dopo la richiesta di rinvio a giudizio degli imputati. Oltre ogni tempo massimo insomma, quando l’indagine era formalmente chiusa. I pm che si occupano del caso, Claudia Natalini e Marco Niccolini, avevano infatti chiesto al perito di valutare i tassi usurari di Bonini dopo la prima seduta dell’udienza preliminare. Il perito ha impiegato un mese e poi la Procura ha presentato il documento Ma era troppo tardi: lo ha riconosciuto anche il giudice.

Quale importanza potesse rivestire questa perizia lo si vedrà in seguito. Sicuramente il calcolo serviva a cementare l’accusa di aver praticato tassi di interesse oltre ogni limite di legge per i prestiti che l’imprenditore del settori locali pubblici praticava ad altri piccoli gestori di bar pizzerie di Sassuolo. Gestori che venivano poi minacciati da Rocco Ambrisi e, secondo l’accusa, sottoposti ad estorsioni con minacce pesantissime. Come noto Ambrisi, di Castellarano, e Bonini, di Casalgrande, sono accusati di aver spadroneggiato a Sassuolo per lungo tempo creando una sorta di “joint venture” dell’usura ed estorsione. Dagli accertamenti è emerso come - grazie alle attività delittuose - siano riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni familiari, un significativo patrimonio, del tutto incongruente rispetto alla propria capacità contributiva e a quella dei congiunti. La sproporzione, unita alla loro “pericolosità criminale”, ha permesso di richiedere il sequestro, finalizzato alla confisca, dell'intero patrimonio. Sono state sequestrate 31 unità immobiliari nei Comuni di Casalgrande, Castellarano, Sassuolo e Nardò (Lecce); un'auto di lusso; rapporti bancari con dossier titoli e quote societarie, per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, seguiti da un altro sequestro a Bonini per 1,7 milioni.

Archiviazione per Cavallini

Intanto è stata disposta l’archiviazione, da parte del Gip, per la posizione di Corrado Cavallini, Amministratore Unico di Sgp raggiunto da un avviso di garanzia nell'ambito dell'operazione "Untouchable". Con il decreto il Gip dispone l'archiviazione perché “il fatto non costituisce reato”.

Carlo Gregori

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