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La Fornari difende Ralenti «Non mi fece pressioni»

di Daniele Montanari
La Fornari difende Ralenti «Non mi fece pressioni»

Serramazzoni. L’ex sindaco e assessore urbanistica scagiona il collega imputato «La variante Berzigala era di Bartolacelli, noi mettemmo solo a posto le carte»

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SERRAMAZZONI. Sabina Fornari in tribunale per scagionare Luigi Ralenti.

L’ex sindaco e assessore all’urbanistica è stata chiamata ieri a testimoniare dall'avvocato Luca Scaglione, difensore dell’ex sindaco di Serra, al processo Teseo (presente come sempre anche Libera) per l'unico capo d’accusa che vede Ralenti ancora imputato: l’abuso d’ufficio per l’affare Berzigala.

Ovvero, l’accordo sottoscritto nel 2003 con Giordano Galli Gibertini, per vendere un terreno agricolo in questa zona di Selva all’imprenditore Giorgio Braglia, impegnandosi a farlo diventare artigianale.

Secondo l’accusa, Ralenti era il “promittente venditore”, ruolo che non gli permetteva certo di votare le delibere che dal 2004 al 2006 hanno disposto la variante.

L’avvocato ha chiesto alla Fornari se ci furono mai pressioni che denotavano un interesse dell’ex sindaco nella pratica: «No, io non ho subito nessuna pressione in merito», ha prontamente assicurato lei.

Fornari ha sostenuto con forza che la variante era legata alla volontà di creare occupazione mediante ampliamenti o nuovi insediamenti produttivi, in una zona però che consentiva solo attività industriali classificate “insalubri”. In quei terreni poi (6-7 ettari della famiglia Fontanazzi) non sorse nulla.

L’avvocato Pina Di Credico, parte civile per il Comune, ha incalzato proprio su questo: «Ma avevate fatto incontri con imprenditori che erano interessati a investire lì prima di disporre la variante? Lei ne ha fatti?»

«No, io no, penso però che Ralenti ne abbia fatti: non è che in giunta ci inventavamo le cose...».

Nella sua ricostruzione la Fornari ha tirato in ballo la precedente amministrazione di Claudio Bartolacelli: «In campagna elettorale nel 2002 lui diceva che aveva già approvato la variante al piano regolatore che comprendeva anche Berzigala. Ma in realtà – ha puntualizzato - non era stata ancora adottata per osservazioni della Provincia». Però la scelta è stata di continuare su quella strada: «Era obiettivamente l’unica zona artigianale che avesse un senso a Serra – ha sottolineato - perché c’erano già insediamenti. Il problema è stato che noi ci siamo trovati il Prg, è brutto da dire, in un bagno del secondo piano dentro a degli scatoloni. L’Ufficio tecnico ha quindi ricominciato a lavorarci».

Incontrando però sempre parecchie riserve da parte della Provincia, nell’ambito della Conferenza dei servizi disposta per approvare nella zona un piano sovracomunale con Pavullo. Tanto che l’iter, partito nel 2006, si concluse solo il 27 dicembre 2010: «C’erano sempre dei problemi al tavolo – ha ricordato la Fornari – era quasi diventata una moda sollevare ogni volta un problema, soprattutto da parte della Provincia, a cui c’era sempre qualcosa che non andava bene».

Il perché l'ha chiarito la stessa Provincia, con Antonella Manicardi, dirigente responsabile della pianificazione urbanistica: «È stata la Conferenza dei servizi più faticosa della mia vita, pesante, lunga, problematica. Perché il comparto fin dalle fasi iniziali evidenziava grosse problematiche sia di sostenibilità ambientale sia a livello di infrastrutture (reti e allacciamenti, ndr)». Non è stata una gran scelta, insomma, quella di insistere a costruire lì.

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