A Formigine, scoperto sito archeologico risalente all’età del ferro
Formigine. Riportate alla luce opere di canalizzazione a un metro di profondità Materiali confermano la presenza di un insediamento. La soddisfazione di Agati
FORMIGINE. Un’altra scoperta, da parte della ArcheoModena, offre testimonianza delle antiche origini di Formigine, ben più antiche di quelle che le fonti storiche testimoniano. Teatro di questa scoperta il bypass Corassori, futuro tratto stradale che collegherà via Mosca a via Romano, i cui lavori di scavo sono iniziati lo scorso dicembre, mediante sondaggi e che hanno ben presto regalato sorprese ai ricercatori, con la venuta alla luce di un vero e proprio sito archeologico.
«Nel mese di dicembre abbiamo iniziato le operazioni di scavo per la verifica dell’interesse archeologico preventivo – dice l’archeologo Francesco Benassi – e abbiamo effettuato otto sondaggi a trincea lungo il percorso interessato dal progetto. A seguito del rinvenimento di materiali archeologici riferibili all’età del ferro, la Soprintendenza Archeologica ha chiesto un approfondimento d’ indagine, attraverso l’allargamento di due trincee».
Le operazioni di allargamento degli scavi dove sono state effettuate le ricerche in queste settimane hanno confermato che i resti sono risalenti all’età del ferro, che comprende tutto il primo millenio a.C.
«Abbiamo trovato i resti di alcune opere di canalizzazione. Si tratta di un ampio canale largo circa due metri, conservato a poco più di un metro di profondità, su cui s’ intersecano canalette più piccole – riprende Benassi – Non sono emerse tracce di un abitato, ma all’interno del terreno di riempimento dei canali abbiamo trovato reperti certamente relativi ad un insediamento. Molto probabilmente, in una zona non molto distante, poteva esserci un’area insediativa, dato che sono stati rinvenuti frammenti di argilla scottata con tracce di incannucciato, strumenti domestici per la filatura, attività tipicamente domestica, e frammenti di contenitori ceramici utilizzati per la conservazione del cibo, oltre che per la sua preparazione. Tutti i materiali risultano frammentari, accatastati soprattutto all’interno del canale maggiore, che è stato utilizzato come discarica.
Questa è per noi una fonte d’informazione preziosa che consente di delineare la vita tipica di un villaggio del VI-V secolo a.C.».
Le indagini archeologiche verranno ultimate nei prossimi giorni e questi ritrovamenti non saranno causa di sospensione dei lavori per la realizzazione del bypass in progetto. Soddisfatto della scoperta fatta nei giorni scorsi è l’assessore comunale alla cultura Mario Agati: «Questa scoperta è l’ennesima dimostrazione che la storia di Formigine è ancora più antica di quanto noi potessimo immaginare. Verso l’estate torneremo a collaborare, per esporre, nelle sale del castello, una mostra con tutti i ritrovamenti archeologici del nostro territorio, tra cui le testimonianze relative a Casinalbo, una delle necropoli più grandi d’Italia. Per poter guardare al futuro occorre avere delle radici ben solide dal passato ed è esattamente quello che a Formigine stiamo facendo e quello che sta anche accadendo...».
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