Consiglio tra “Vaffa” e irregolarità
Finale. Borgatti se la prende con Lugli poi la maggioranza “boccia” il sindaco
FINALE. Il primo Consiglio comunale dell'anno con sala gremita è stato inaugurato da scintille e diverbi tra Giunta e opposizione e anche all’interno della maggioranza stessa.
La prima bagarre è nata da un oggetto in apparenza politicamente neutrale e “ordinario”, che riguardava la presa in carico del Comune delle strutture del quartiere Ovest, per sanare l’abuso edilizio della recente cronaca giudiziaria. Stefano Lugli ha lamentato le tempistiche lunghe dell’amministrazione e ha chiesto un trattamento diverso per le associazioni “da non trattare come attività private per il servizio che fanno alla collettività”. L’assessore Borgatti ha sbottato inveendo in maniera verso Lugli definendolo “difensore dell’illegalità”, sodale dei carnefici delle Foibe, fino a un sonoro “Vaffa”. Non sono bastate le scuse al consigliere che ha abbandonato l’Aula con la lista civica Terzi e del Pd dopo aver votato l’oggetto.
Ma è proprio con la maggioranza da sola in Aula - per l’opposizione c’erano solo i 5 Stelle - che arriva la rottura tra Giunta e Consiglio. Ci sarebbe da deliberare sulla partecipazione ad un bando ministeriale per la mobilità sostenibile, che vedrà Finale con San Giovanni, Sant’Agata, Cento e Bondeno, le altre Amministrazioni limitrofe di centrodestra. Il sindaco, però, ha già firmato l’accordo senza attendere il nullaosta dell’Assemblea, che fino a due giorni era disposta a deliberare. Ma la mossa di Palazzi di anticipare la firma ha stoppato le operazioni per evitare una “delibera postuma” e “non regolare” come detto dal Segretario comunale, Natalia Magaldi, rispondendo a Andrea Pavani (M5s). Il presidente leghista del Consiglio, Maurizio Boetti, abbandona l’Aula e la maggioranza ritira l’oggetto a dispetto della stizzita Giunta.
«Sono state messe in mostra le crepe di una amministrazione allo sbando - accusano i 5 Stelle, Pavani e Veronesi - la Lega scappa dall’Aula e la lista del sindaco si rifiuta di assecondare le sue scelte illegittime e poi arriva anche un copia incolla maldestro del Dup con tabelle vecchie».
«Il sindaco e la Giunta - rincarano Salino e Elena Terzi - non mancano di ricordare come loro sono il governo della trasparenza e legalità. Poi presentano in ritardo di un mese e mezzo il Dup in cui c'è un parere con riserva dei Revisori dei conti per “mancanza di macro dati economici e finanziari” e il sindaco firma un atto prima di passare in Consiglio senza neppure informare il Segretario che parla di atto non regolare. Sono i primi a chiedere il rispetto delle regole, imponendo asfissianti vincoli alle associazioni culturali, ma trattano il concetto di trasparenza e legalità a loro uso e consumo».
Manuele Palazzi
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