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Energia e fondi europei Il rilancio di Democenter

Energia e fondi europei Il rilancio di Democenter

Fondi europei, progettazione, integrazione dell’energia in tutti i campi. Sono le tre priorità di Piergabriele Andreoli, nuovo direttore della Fondazione Democenter. L’ingegnere bolognese, 45 anni,...

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Fondi europei, progettazione, integrazione dell’energia in tutti i campi. Sono le tre priorità di Piergabriele Andreoli, nuovo direttore della Fondazione Democenter.

L’ingegnere bolognese, 45 anni, è anche alla guida dell’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile. Con l’Aess svilupperà fino al 2019 un accordo d’integrazione funzionale.

«Democenter non aveva una struttura dedicata all’energia - ha esplicitato Andreoli - mentre Aess lo è. Vogliamo essere facilitatori: abbiamo anelli come l’università, le imprese, gli enti pubblici, che hanno bisogno di mettersi in relazione tra loro».

Tra i candidati al ruolo, il successore di Enzo Madrigali è stato scelto per alcune caratteristiche: «conoscere le imprese, il sistema Modena, il sistema regionale e, soprattutto, sapere come agire in bandi europei». Così ha spiegato Erio Luigi Monari, presidente della Fondazione. «A Modena siamo più bravi di altri a recuperare soldi dall’Europa - ha aggiunto il neo-direttore - ma ce ne sono ancora da recuperare. Servono un’ampia progettazione europea e altre azioni conseguenti: formazione e integrazione dell’energia in tutti i campi».

I primi tre settori citati da Andreoli sono stati: automotive, biomedicale e nuove tecnologie legate all’informazione e alla comunicazione (Ict). Tante le sfide ancora da percorrere. Un esempio? Lo spazio di co-working da inaugurare all’R-Nord, in cui è già attivo il FabLab. «Stiamo già lavorando sui bandi - ha risposto in merito Andreoli - e come agenzia facciamo parte della rete internazionale. Contiamo di allargare il tema all’industria 4.0. Stiamo razionalizzando la scelta: non proviamo tutti bandi, ma concentriamo l’attenzione sulle reti ben consolidate. Attualmente abbiamo un buon rating: mediamente il 40% dei progetti presentati va in porto».

Inoltre, Democenter ha una classificazione internazionale da mantenere, se non da consolidare. «Un’agenzia privata svedese ci ha classificati come quinti tra i centri d’innovazione europei - ha ricordato Monari - e settimi al mondo». Insomma, non sarà il caso di sedere sugli allori, ma di continuare a lavorare.

«Non c’è un nuovo soggetto - ha chiarito Giulio Guerzoni, assessore all’Ambiente - perché restano Democenter e l’Aess. Il tutto deve però essere meglio della somma delle parti». Le nuove sfide della Fondazione saranno presentate nel corso di un incontro pubblico, organizzato giovedì 2 marzo all’auditorium di Mirandola. Saranno circa cinquanta i soggetti economici presenti, coinvolti in otto progetti regionali. Gabriele Farina

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