«Ex scuole Carducci , Il Comune ci ripensi»
Il Comitato “Salviamo le ex Carducci” non si arrende e, nonostante nell'ultimo consiglio comunale sia stata respinta la mozione presentata dal M5S e dalla Lista Civica per Cambiare, continua a...
Il Comitato “Salviamo le ex Carducci” non si arrende e, nonostante nell'ultimo consiglio comunale sia stata respinta la mozione presentata dal M5S e dalla Lista Civica per Cambiare, continua a lottare per salvare l'immobile sede delle ex scuole elementari (nella foto).
Mauro Bavutti, uno degli appartenenti al Comitato, interviene e spiega le ragioni che portano questo gruppo di cittadini a proseguire la loro lotta: «I formiginesi sono delusi dalla propria amministrazione. In campagna elettorale il sindaco prometteva la riqualificazione dell'area delle scuole ex Carducci, destinando le stesse al bene comune. Vorrei dire al sindaco che è deluso chi l'ha votata, dato che lei ora si nasconde dietro ad un dito dicendo di doversi adeguare alle decisioni della giunta. Probabilmente assessori e consiglieri si trovano in un momento in cui non hanno molta fantasia - spiega Bavutti - La parte della struttura dell'immobile è stata realizzata negli anni cinquanta e, anche se non è un bene come Villa Gandini, non è in stile neoclassico con colonne e capitelli, non è in stile Vandeliano con timpano od altri fronzoli che la ingentiliscono, è però una struttura molto robusta. Il cemento non era ancora impoverito, non si faceva la cresta sui materiali da impiegare, probabilmente è più solida di Villa Gandini. Faccio notare che anche Villa Gandini non è antisismica, come non lo sono tanti altri edifici. Quegli anni, precedenti gli anni 60, sono gli ultimi anni che si è costruito con criterio. Dopo per guadagnarci di più si è edificato muri sempre più sottili, con meno cemento, con minore avvedutezza, con meno amore, con meno, con meno, più in fretta, più in fretta».
«Il complesso delle ex Carducci - prosegue Bavutti - ne sono un esempio sotto gli occhi di tutti. Una costruzione come quella prima parte è irripetibile, al giorno d'oggi costerebbe troppo poi non ci sono più quelle maestranze. Basterebbe questo a considerarle un'opera d'arte. Quella prima parte è da salvare. Sono le parti costruite successivamente che manifestano delle crepe e l'Amministrazione lo sa. Se per caso non lo sapesse, invito tutti i suoi componenti a porsi il dubbio».
Edda Ansaloni
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