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Pavullo Il “ladro papà” ancora nei guai Stavolta rubava in una chiesa

Pavullo Il “ladro papà” ancora nei guai Stavolta rubava in una chiesa

PAVULLO. Non ha affatto perso il vizio del furto il 33enne pavullese B.L. nonostante il ben poco edificante episodio di cui è stato protagonista l’estate scorsa. Il 5 giugno 2016 infatti assieme a un...

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PAVULLO. Non ha affatto perso il vizio del furto il 33enne pavullese B.L. nonostante il ben poco edificante episodio di cui è stato protagonista l’estate scorsa. Il 5 giugno 2016 infatti assieme a un complice aveva fatto irruzione in una seconda casa di Lama Mocogno (nella zona piuttosto isolata di via per Palagano) di proprietà di un fioranese portando con sè il figlio di dieci anni. Le cose andarono decisamente male per tre motivi: perché nell’abitazione non trovarono praticamente nulla, perché lui e il complice furono subito arrestati dai carabinieri di Lama, e nondimeno perché il bambino fu affidato dai militari alla madre con la sonora raccomandazione di non fargli più assistere ad azioni diseducative come quella che aveva messo in atto il padre. Nei cui confronti, per il tentato furto aggravato, è scattato l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria. Ma anziché vergognarsi e rigare dritto da allora, l’uomo è ricaduto nella tentazione di “alleggerire” il prossimo. Non tanto mirando alle case quanto alle meno custodite chiese, e in particolare al contante custodito nelle cassettine delle offerte. Senza farsi troppi problemi di coscienza, né tantomeno scrupoli religiosi, il 33enne ha dedicato le sue attenzioni soprattutto all’oratorio di Madonna dei Baldaccini (Pavullo), comodamente raggiungibile sulla statale 12 e poco frequentato in inverno. Ricevute segnalazioni, i carabinieri del Radio Mobile di Pavullo lo hanno tenuto sott’occhio per un po’ finché l’8 gennaio non hanno avuto la prova inconfutabile di un tentato scassinamento della cassettina. Hanno quindi segnalato il tutto alla Corte d’Appello di Bologna chiedendo un aggravamento della misura cautelare. Cosa che è stata puntualmente concessa: all’uomo è stata tolta la misura “leggera” dell’obbligo di firma imponendo quella “pesante” dei domiciliari. Niente più “visite” fuori casa, dopo l’arresto eseguito martedì dai carabinieri. Nemmeno con la scusa di andare a dire una preghiera. (dm)

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