Killer per il padre: perizia psichiatrica negata dal giudice
VIGNOLA. Il caso della donna e del compagno che avrebbero assoldato un killer tramite un conoscente per uccidere l’anziano padre di lei ed ereditare ieri è tornato in aula in Tribunale per l’udienza...
VIGNOLA. Il caso della donna e del compagno che avrebbero assoldato un killer tramite un conoscente per uccidere l’anziano padre di lei ed ereditare ieri è tornato in aula in Tribunale per l’udienza preliminare. Il giudice ha rigettato la richiesta di una perizia psichiatrica avanzata dal difensore della coppia, Cristina Pancaldi e Fabio Rasponi. Ha invece accolto la richiesta del loro avvocato, Alessia Gonzo, per una trascrizione delle intercettazioni ambientali raccolte in auto e in carcere. L’udienza è fissata per lunedì prossimo.
Intanto tutti e quattro gli accusati hanno chiesto il processo con rito abbreviato. Il 19 novembre aveva tentato di uccidere il 74enne vignolese per motivi legati ad un’ingente eredità, quella lasciata dalla madre - attraverso un testamento olografo - a Cristina e che Luciano Pancaldi aveva impugnato davanti ad un giudice. I due presunti complici sono Rosario Sambasile, 35 anni, e il 40enne Salvatore Vascoli. Se Vascoli (ora difeso dall’avvocato Francesco Muzzioli) ha ammesso le sue responsabilità confessando di aver accoltellato il 74enne, padre della donna, il ruolo di Sanbasile (difeso dall’avvocato Giuseppe Inglima) resta più sfumato: avrebbe conosciuto la coppia in un bar una sera con Sanbasile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google